Von der Leyen: almeno 3 mesi per il passaporto vaccinale

Il passaporto vaccinale riguarderà l'utilizzo di una serie di "dati minimi". Per alcuni Paesi, però, è ancora prematuro parlarne

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Foto Getty Images | Alexandros Michailidis

Al termine del vertice UE, in videoconferenza, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha parlato del passaporto vaccinale, argomento sul quale è stato, proprio oggi, trovato un accordo.

Siamo fiduciosi di poter raggiungere il nostro obiettivo a fine estate di vaccinare il 70% della popolazione europea adulta. Si tratta di 255 milioni di cittadini della UE, e se guardiamo ai dati previsti questo è un obiettivo che siamo certi di poter realizzare” ha spiegato Ursula von der Leyen.

Grande attenzione alla sicurezza per la realizzazione del passaporto vaccinale

Sulle tempistiche per la realizzazione del passaporto vaccinale, la presidente della Commissione UE ha detto ci serviranno “almeno tre mesi per lo sviluppo tecnico di un sistema inter-operabile europeo”. L’accordo trovato oggi, venerdì 25 febbraio, riguarderà l’utilizzo di “una seria di dati minimi che potrebbero essere utili per dare informazioni sulla presunte immunità dei cittadini”.

Ursula von der Leyen, durante il vertice UE, ha insistito sull’importanza di “sviluppare un approccio europeo” per i passaporti vaccinali. Secondo quanto emerso, Google e Apple sarebbero pronte a “offrire soluzioni all’Oms”. Si tratterebbe però di fornire informazionali confidenziali, che riguarderebbero la vaccinazione e altre questioni legate ai soggetti. Quindi, la presidente UE ha ribadito di voler offrire una “soluzione europea”.

A questo punto Bruxelles continuerà a dialogare con i governi per “progredire in questa direzione entro marzo”. “Il dibattito dovrà tenere conto del rischio di discriminazioni. Inoltre, per molti Paesi europei il turismo è estremamente importante dal punto di vista economico e sociale” ha detto Ursula von der Leyen.

Il “pass sanitario” francese

Alcuni Paesi europei si stanno già muovendo per realizzare il loro “passaporto sanitario”. È il caso, ad esempio, della Francia. Settimana prossima, infatti, il presidente francese Emmanuel Macron riunirà i membri del Governo per realizzare un “pass sanitario” in vita della riapertura dei luoghi della cultura e dei ristoranti.

Come spiegato dal presidente francese, la creazione di questo pass, che non sarà un passaporto vaccinale, porrà “molte questi tecniche” che riguarderanno “il rispetto dei dati individuali e di organizzazione della nostra libertà”.

Inoltre, a differenze del passaporto vaccinale, questo pass non riguarderà prettamente le vaccinazioni. Questo perché, come specificato da Macron, “se riusciremo a riaprire alcuni siti, non saremo in grado di condizionare il loro accesso a una vaccinazione, e fra l’altro non avremo aperto le vaccinazioni ai più giovani”.

Alcuni Paesi ritengono “prematuro” parlare adesso di passaporto vaccinale

Vogliamo un passaporto verde a livello UE col quale si possa viaggiare liberamente, per affari e per andare in vacanze, oltre a godere finalmente di eventi cultura e altro” ha scritto Sebastian Kurz, cancelliere austriaco, su Twitter.

Ad oggi, secondo quanto emerso, ci sono diversi Paesi che “frenano” sulla creazione di un passaporto vaccinale. Tra questi troviamo, ad esempio: Olanda, Belgio e Germania. Questi tre Paesi, infatti, sostengono che la discussione sul passaporto sia “ancora prematura”.

Parole di Benedetta Minoliti

Benedetta Minoliti, nata a Milano il 24 marzo 1993. Sono laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano e diplomata presso la Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Non esco mai di casa senza le cuffie, ascolterei la musica anche mentre dormo e adoro scattare polaroid. Collaboro con AlaNews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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