Uno studio conferma che viaggiare rende più felici, ma si potrà fare nel 2021?

Viaggiare

Foto Unsplash | Yousef Alfuhigi

Viaggiare è sicuramente una delle attività che causa Covid non si può più svolgere o comunque è stata molto limitata. Eppure è una delle attività che rende le persone più felici: lo conferma uno studio svolto dalla School of Hospitality Business Management della Washington State University.

Gli esperti hanno analizzato il comportamento delle 500 persone cercando di capire come mai alcuni si spostano per piacere di più rispetto ad altri e quali conseguenze ha sul comportamento di “consumo” l’interesse e l’organizzazione di viaggi di piacere.

Chi pianifica tende a viaggiare di più e più lo si fa, superando i 190 chilometri dal proprio luogo di residenza, più aumenta la percezione della felicità personale (del 7% circa). Questo grazie alla rottura della routine, alle nuove esperienze vissute e all’arricchimento personale: sentirsi meglio psicologicamente implica meno stress, quindi benessere anche fisico.  

Questi risultati potrebbero tornare utili alle compagnie di viaggio che dovranno rilanciare il settore del turismo una volta finita la pandemia: se anche solo pianificare il viaggio fa già sentire meglio perché parte dell’esperienza, allora bisogna incentivarlo.

Viaggiare nel 2021: si potrà fare?

Se qualche mese fa sembrava potersi nuovamente spostare, attualmente la situazione pandemia sembra andare verso un peggioramento. Questo sta portando alcuni stati a reintrodurre particolarmente restrittive.

Tutto questo suggerisce che viaggiare sarà un’attività anche per il 2021 limitata se non del tutto eliminata.

Dunque, ultimamente si sono sviluppati alcuni particolare trend in fatto di viaggi: la staycation e il workation.

Il primo si riferisce a viaggiare vicino a casa: viste le restrizioni a uscire dai confini nazionali se non regionali, molti optano per mete vicine e comode da raggiungere. Molto in voga la scorsa estate, probabile proseguirà anche quest’anno.

Il workation è invece un termine piuttosto insensato che abbiamo visto diffondersi nel 2020: significa lavorare in vacanza. Decisamente una contraddizione visto che vacanza significa non lavorare. Più che altro si intende svolgere attività di smart working non a casa propria ma in un luogo solitamente legato al riposo: potrebbe rendere più produttivi oppure associare un luogo solitamente destinato ai momenti piacevoli allo stress lavorativo.

Ma quest’anno, anche se si potrà tornare a viaggiare, molti continueranno ad avere paura del virus: per questo è prevista un’impennata di viaggi in solitaria e in luoghi isolati, ma anche estremi, avventurosi e lontani per recuperare il tanto tempo passato a casa.

Secondo The Economist, le mete più gettonate saranno Namibia, Groenlandia e Mongolia, ma anche l’Antartide, dove il prossimo 4 dicembre ci sarà una spettacolare eclissi solare.

Se si potrà viaggiare ancora non si sa, ma iniziamo a studiare la prossima meta: pianificare è parte stessa del viaggio.

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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