Vaccini: il punto sulla situazione mondiale

Le campagne di immunizzazione procedono a velocità e con tempistiche diverse in 77 Nazioni del mondo. Ecco la situazione vaccini globale

speranza vaccino covid

Getty Images | Hendrik Schmidt-Pool

Le campagne di vaccinazione anti Covid sono ormai operative, con tempi e modalità diverse in 77 Nazioni. Secondo l’agenzia Bloomberg, in tutto il mondo circolano circa 173 milioni di dosi di farmaco contro Sars-Cov-2. I ritmi di inoculazione sono serratissimi e le contrattazioni per l’acquisto dei medicinali sono un tema caldo in tutti i Paesi.

Israele, Regno Unito e Stati Uniti sono in testa alla corsa alla vaccinazione di massa per poter rispettare i propri obiettivi. Ecco la situazione mondiale.

In Gran Bretagna: superata la sogna di 15 milioni di dosi di vaccino

La Gran Bretagna è attualmente in lockdown. Obbligatoria quella preventiva di 10 giorni per tutti i cittadini o residenti in Uk che rientrino da Paesi “ad alto rischio”. Per farla sono stati convertiti alberghi e hotel, ma i cittadini britannici ed irlandesi, secondo il decreto emanato da Boris Johnson, dovranno pagarli da sé.

La Gran Bretagna, comunque, è a buon punto con la campagna vaccini. È infatti la prima Nazione per dosi somministrate nel Vecchio Continente: con oltre 15 milioni di dosi già inoculate, il 15 febbraio Londra ha raggiunto la soglia prefissata. Ovvero, la prima dose di vaccini a tutti i cittadini delle prime quattro fasce di rischio.

Gli Stati Uniti stanno acquistando vaccini per tutti

Dopo i lunghi mesi di negazionismo dell’amministrazione Trump, durante i quali “nessun piano vaccinale era stato predisposto”, come ha spiegato lo stesso Joe Biden, la Casa Bianca sta acquistando massicce dosi di vaccini per poter procedere all’inoculazione di tutti i cittadini. 

La campagna sembra procedere bene, infatti il numero di vaccinati ha da qualche giorno superato quello dei nuovi contagiati. Di questo passo, in poco più di due mesi gli Stati Uniti potranno raggiungere l’obiettivo di vaccinare tutti. 

In Islaele 70 vaccini ogni 100 abitanti

In Israele, a pochi giorni dalle elezioni del 23 marzo, la campagna vaccinale viene portata avanti a ritmi serratissimi. Con 9 milioni di abitanti, il premier Benjamin Netanyahu ha già vaccinato 6,4 milioni di abitanti e punta a giocare questa carta per la rielezione. Nel Paese infatti sono state utilizzate 70,46 dosi ogni 100 persone, vale a dire il 42,8% dei cittadini ha ricevuto la prima dose, il 27,7% entrambe.

All’inizio della prossima settimana in Israele verrà introdotto il certificato di immunità, con cui i vaccinati potranno riprendere una vita “normale”.

Russia e Cina non forniscono i dati sui vaccini

Dalla Russia di Vladimir Putin e nella Cina di Xi Jinping le informazioni sulle campagna vaccinale sono poche e incerte. Mentre a Mosca, a un mese dall’avvio della campagna di vaccinazione, secondo Denis Logunov, vicedirettore per la ricerca scientifica del Centro Gamaleya, sarebbero 2,2 milioni le persone vaccinate. A Pechino le case farmaceutiche cinesi sembra stiano esportano più vaccini di quante ne vengono somministrati nel Paese.

Francia e Brasile a rilento

La campagna vaccini dei cugini d’Oltralpe sembra caratterizzata dalla lentezza: ad oggi 2,2 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose in Francia, 650 mila la seconda.

Anche in Brasile sembrano essere solo circa 5 milioni le persone immunizzate, ossia il 2,4% della popolazione. Il presidente Jair Bolsonaro starebbe trattando con Netanyahu per una collaborazione sul tema vaccini. 

Germania e Portogallo procedono

Per quanto riguarda la Germania, i vaccini sono stati somministrati a 2,7 milioni di tedeschi, mentre il Portogallo, con una popolazione di 10 milioni, avrebbe somministrato appena 500 mila dosi.

Dal Nord Africa al Pakistan: 6 milioni di dosi

Per i 12 Paesi che compongono la regione che va dal Nord Africa al Medio Oriente, sarebbero state somministrate 6 milioni di dosi.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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