Spostamento tra comuni a Natale divide il Governo

Il premier apre una riflessione sull'estensione dei “motivi di necessità” che permetterebbero di spostarsi tra Comuni. Il ministro Bellanova: “Ricredersi è segno di saggezza”

Giuseppe Conte

Getty Images | Alessandro Serranò

Il tema dello spostamento tra comuni durante il periodo delle festività è molto sentito dagli italiani, che per Natale desiderano ricongiungersi almeno con i parenti “più stretti”. Nei giorni scorsi il dibattitto portato avanti tra le stanze del Governo è stato intenso e non sembra ancora esserci una risoluzione definitiva, ma oggi il premier Giuseppe Conte avrebbe deciso di aprire una discussione sull’opportunità di allargare il raggio degli spostamenti tra Comuni a Natale.

Il divieto di spostamento tra Comuni a Natale 

Attualmente le norme anti Covid prevedono un divieto assoluto di spostamento, impedendo cioè che venga lasciato il Comune di residenza per i giorni del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio, anche nelle Regioni in zona gialla. Secondo quanto riportato ad Ansa da alcune fonti parlamentari, però, il Governo potrebbe modificare il decreto legge attualmente in vigore per garantire il distanziamento anti Covid: il cambio riguarderebbe un’estensione delle “situazioni di necessità” che al momento figurano tra i motivi giustificati per superare i confini tra Comuni.

Il ministro Bellanova chiede un passo indietro

Il passo indietro sulle norme anti Covid ha già generato la risposta di chi, fin da principio, lo riteneva sbagliato. Il ministro Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva, ha infatti commentato ad Adnkronos: “Ricredersi lo ritengo segno di saggezza. E come suol dirsi, per la saggezza non è mai troppo tardi“. 

Italia Viva da sempre è contraria alla possibilità di impedire lo spostamento per Natale, Santo Stefano e capodanno: “Abbiamo detto dal primo momento, sia nel confronto della Capidelegazione che in Cdm, quanto fosse poco opportuno e sbagliato impedire lo spostamento tra Comuni il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio“, ha ricordato Bellanova. Aggiungendo poi che la norma attualmente in vigore potrebbe essere un’arma a doppio taglio: “Decisione che, ritengo, rischia di colpire soprattutto le persone sole e quelle più fragili e che rischia di non essere compresa dai cittadini, generando comportamenti che potrebbero rivelarsi dannosi oltre che controproducenti“.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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