Coronavirus, Italia prima in Ue a bloccare l’export dei vaccini AstraZeneca

Secondo quanto filtra da Bruxelles, venerdì le autorità italiane hanno notificato alla Commissione Europea la decisione di bloccare l'esportazione di una partita di vaccini in Australia

infermiere vaccino

Foto Getty Images | Michael Ciaglo

L’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea a rifiutare l’export delle dosi di vaccino prodotto e sviluppato da AstraZeneca. Secondo quanto filtra da Bruxelles, venerdì 26 febbraio le autorità italiane hanno notificato alla Commissione Europea la decisione di bloccare l’esportazione di una partita di vaccini in Australia, senza ricevere obiezioni

Inadempienza contrattuale

Il motivo, scrive il quotidiano La Repubblica sarebbe legato all’inadempienza contrattuale da parte di AstraZeneca circa la quantità delle dosi promesse e i tempi della consegna delle stesse. Lo stop riguarda circa 250 mila dosi di vaccino destinate alla sanità australiana. La decisione è legittima ai sensi del meccanismo di controllo dell’export, promosso dalla stessa Commissione Europea lo scorso 30 gennaio. Questa è la prima volta che tale meccanismo viene attivato da uno Stato membro.

L’Italia, secondo quanto si è potuto apprendere, ha proposto il suo diniego all’export delle dosi di AstraZeneca dopo aver considerato il protrarsi nel tempo della penuria di vaccini nell’Unione Europea e in Italia, dei ritardi nelle forniture dei vaccini anti-Coronavirus da parte di AstraZeneca, e dopo aver considerato l’elevato numero di dosi oggetto della richiesta di autorizzazione all’esportazione (oltre 250mila) rispetto alla quantità di dosi fornite fino ad oggi all’Italia, e più in generale, ai Paesi dell’Unione. A pesare anche il fatto che l’Australia, non è un Paese considerato vulnerabile.

Il meccanismo sull’export dei vaccini

Il meccanismo sull’export era stato proposto al fine di evitare che le dosi di vaccino contrattualmente destinate ai Paesi dell’Unione Europea venissero rivendute ad altre nazioni ed esportate fuori dall’Europa. Importante, in questo senso, era stata la polemica tra la presidente della Commissione EuropeaUrsula von der Leyen, ed il Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, in seguito all’annuncio dei tagli alle consegne in Europa per il primo trimestre del 2021. 

Il meccanismo usato per bloccare esportazione

La competente autorità italiana, emerge da Bruxelles, ha ricevuto una richiesta di autorizzazione all’esportazione di vaccini anti Covid-19 da parte di AstraZeneca. La richiesta è stata formulata ai sensi del “Regolamento di esecuzione Ue 2021/111” della Commissione Europea , “che subordina l’esportazione di taluni prodotti alla presentazione di un’autorizzazione di esportazione”. Come previsto dallo stesso Regolamento, l’Italia ha inviato la proposta di non autorizzazione alla Commissione europea, che ha l’ultima parola, poiché, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 5, lo Stato membro è tenuto a decidere in merito alla richiesta di autorizzazione “conformemente al parere della Commissione”. La proposta dell’Italia ha incontrato i favori della Commissione Europea, che monitora il quadro aggiornato  delle richieste di esportazioni di vaccini anti Covid-19 e dei corrispondenti impegni delle case farmaceutiche. Di conseguenza, il ministero degli Affari Esteri ha emanato formalmente il provvedimento di diniego all’esportazione

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