Covid e sci: le regole per le piste e gli impianti

In discussione oggi in Conferenza delle Regioni le regole per la stagione sciistica in arrivo. Tra le misure l’ultilizzo della mascherine, riduzione al 50% della capienza delle funivie e acquisto online dello skipass

impianto sciistico montagna seggiovia sci

Getty Images | George Rose

La stagione dello sci è alle porte e gli italiani si chiedono quali saranno le regole da rispettare per la settimana bianca anti Covid. Oggi infatti sono in discussione alla Conferenza delle Regioni le “linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici“.

Il documento, di cui al momento c’è solo una bozza, sarà poi sottoposto al Governo e al Cts.

Niente sci nelle zone rosse

Secondo quanto dettato dalle ultime disposizioni anti Covid-19, gli impianti per lo sci dovranno rimanere chiusi in diversi massicci alpini. Nel rispetto delle misure ministeriali, infatti, i comprensori delle zone rosse saranno off limits per gli sciatori amatoriali, mentre nelle zone gialle e arancioni si dovrà comunque assicurare “il distanziamento interpersonale di un metro in tutte le fasi precedenti il trasporto“.

“Il distanziamento si applica anche a nuclei familiari, conviventi e congiunti“, si legge nella bozza delle linee guida, fatta eccezione per i soggetti che necessitano di accompagnamento (come i bambini al di sotto di un metro e 25, nel caso delle seggiovie) o di assistenza (per esempio i non vedenti).

Rispetto delle norme e controlli negli impianti

I gestori degli impianti di risalita dovranno farsi carico del rispetto delle misure, garantendo quindi “l’organizzazione e la gestione dei flussi e delle code, l’applicazione di misure per il mantenimento del distanziamento“. 

Per quanto riguarda i controlli nelle aree di sci, la vigilanza dovrà essere garantita “dalle autorità di Pubblica sicurezza in raccordo con gli Enti locali, anche con la collaborazione del Dipartimento di Protezione Civile, del Corpo dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale e del Soccorso Alpino“, sempre secondo quanto si legge in bozza.

Rifugi e après ski: rispettare i protocolli vigenti

Per le attività di svago, come aperitivi e merende, dal pranzo in baita all’après ski, sarà “consentito solo con posti a sedere nel rispetto delle regole già definite nei protocolli sulla ristorazione e pubblici esercizi“. Nel documento “si suggerisce di prevedere dei sistemi di informazione a valle che comunichino ai turisti che nelle strutture in quota potrà non essere assicurata l’accoglienza laddove sia stata raggiunta la massima capienza dei locali“.

Capienza degli impianti di sci al 50%

Per la risalita è prevista una riduzione del 50% della capienza di funivie e cabinovie, che resta al 100% per le seggiovie “in caso di eventi atmosferici eccezionali (come i temporali) e per scongiurare assembramenti nelle stazioni a monte”, è consentito “l’utilizzo dei veicoli a pieno carico” solo “per il tempo strettamente necessario“, sempre con “l’uso della mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità“.

Tetto massimo agli skipass, meglio se acquistati online

Per l’acquisto degli skipass, da effettuare preferibilmente online per evitare assembramenti, sarà comunque necessario “limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, determinato in base alle caratteristiche della stazione/area/comprensorio sciistico“.

Lo sciatore che decida di acquistare lo skipass, comunque, dovrà “ritenersi responsabile e informato (con l’ausilio di materiale informativo affisso o reperibile sul sito, se l’acquisto viene effettuato on-line) circa lo stato di salute proprio e dei propri conviventi o costituenti il nucleo familiare (inteso come persone con le quali si condividono spazi confinati quali mezzi di trasporto, camere d’albergo, unità abitative ecc…), impegnandosi nel caso contrario a non utilizzare gli impianti di risalita e segnalando secondo le procedure, l’insorgenza di eventuale sintomatologia”.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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