Chi si è qualificato e chi no agli ottavi di finale dei Mondiali

La fase interlocutoria, quella dei gironi, dei Mondiali è finita. La Svizzera è l’ultima classificata agli ottavi di finale, mentre il Brasile era già bello tranquillo dalla fine del secondo turno. Ci sono tante conferme e qualche sorpresa, come la Germania, il Belgio e l’Uruguay già eliminati, e quindi il Giappone, il Marocco e la Corea del Sud dentro.

Messi
Lionel Messi – Nanopress.it

La Spagna è arrivata seconda ed eviterà la Croazia e anche i verdeoro. La Tunisia, pur vincendo, non è riuscita a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta, mentre alla fine l’Argentina ha chiuso da prima in classifica e l’Arabia Saudita da ultima il gruppo C. Il Qatar e il Canada sono le uniche Nazionali che hanno finito il Mondiale con zero punti fatti. Nessuna, però, ha finito a nove, e quindi a punteggio pieno.

Chi si è qualificato agli ottavi di finale ai Mondiali in Qatar e chi no

Sono otto squadre europee, due africane, tre americane, di cui due del Sud dell’America, due asiatiche e l’Australia, l’unica dell’Oceania, le Nazionali che si sono qualificate agli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar che, ora – ci si augura – si animeranno un po’.

*GRUPPO A – Poche sorprese nel primo girone della coppa del mondo. I padroni di casa non sono riusciti a fare neanche un punto in quello che, a tutti, è sembrato il gruppo più equilibrato, al loro posto ne ha fatto sette l’Olanda – anche loro piuttosto fortunati nelle urne -, e sei il Senegal: sono loro, infatti, ad avere accesso alla fase a eliminazione diretta, peccato per l’Ecuador che, fino a quel momento, non aveva sfigurato e ha comunque portato a casa una vittoria e un pareggio.

ECUADOR-SENEGAL 1-2 – Il rigore di Sarr al 44esimo aveva già iniziato a spezzare lentamente i sogni di gloria degli ecuadoregni, tenuti però in piedi da Caicedo (e non dal solito Valencia) al 67esimo. Passa troppo poco, però, per ricadere nel baratro per i sudamericani. È Koulibaly, l’ex difensore centrale del Napoli per una vita, tre minuti a rispedirli dall’altra parte del mondo, ed è sempre lui, con la fascia da capitano con il numero 19, lo stesso di Pape Bouba Diop, che riporta i suoi connazionali agli ottavi vent’anni dopo l’ultima volta.

OLANDA-QATAR 2-0 – Con il minimo sforzo, ma con il terzo gol di Gakpo in questa edizione dei Mondiali, gli Oranges di Louis van Gaal si portano avanti nel punteggio al 26esimo. La partita non è mai in bilico e, infatti, alla ripresa è de Jong a mettere il sigillo e a far calare il sipario al 49esimo appena. Per i qatarini sarà stato bello, forse, non lo sappiamo, sicuramente sarà difficile che gli ricapiti di qualificarsi a una fase finale. E speriamo che sia anche difficile che ne organizzino un’altra, non dovrebbe essere comunque nei loro piani dato che stanno smantellando gli stadi, che hanno causato diverse migliaia di morti. E no, non è la vita.

 

*GRUPPO B – L’Inghilterra e gli Stati Uniti hanno superato i gironi, ma non senza difficoltà, soprattutto gli americani. Con il gol fatto all’Iran, che ha onorato a modo suo il campionato del mondo nonostante quello che succedeva nelle vie di Teheran e alle famiglie dei calciatori a casa, gli uomini di Gregg Berhalter sono agli ottavi. Il Galles, invece, non ci ha neanche davvero provato a dare del filo da torcere, soprattutto non ci hanno provato contro gli amici inglesi.

Rashford Foden
Marcus Rashford e Phil Foden – Nanopress.it

GALLES-INGHILTERRA 0-3 – Succede tutto nel secondo tempo nella partita tra le due Nazionali suddite del re Carlo, ora. Apre i giochi Rashford al 50esimo, un minuto dopo segna Foden e chiude i conti sempre l’attaccante 25enne del Manchester United al 68esimo. La notizia è che il capitano, Harry Kane, non ha segnato neanche una rete ancora. Ma si potrà rifare, a differenza di Gareth Bale per cui era, probabilmente, l’ultimo ballo a un Mondiale.

IRAN-USA 0-1Pulisic su assist di Dest, il terzino del Milan, bastano agli Stati Uniti per qualificarsi agli ottavi di finale. L’Iran ce la mette davvero tutta per rifarsi, per strappare un pareggio che vorrebbe dire anche andare alla fase a eliminazione diretta. Ma no, il match più politico che potesse esserci finisce così, con la folla festante della capitale iraniana che prima si era illusa che i giocatori potessero essere dalla loro parte, poi si è resa conto che stavano, anche loro, dalla parte del regime. Più per paura che per altro.

 

*GRUPPO C – Finisce tutto com’era prevedibile nel terzo girone dei Mondiali. L’Argentina va avanti nella fase a eliminazione diretta con i suoi sei punti, la Polonia ne fa quattro come il Messico, che è fuori per la differenza reti (ne ha subito uno in più di Robert Lewandowski e compagni). Gli unici tre punti dell’Arabia Saudita sono quelli che ha strappato all’Albiceleste nella prima giornata, magari la prossima volta andrà meglio.

ARABIA SAUDITA-MESSICO 1-2 – a partita delle deluse. La potremmo chiamare così, con il senno di poi, la sfida tra Arabia Saudita e Messico. Un match in cui i sudamericani hanno mostrato le loro potenzialità, poi non concretizzate in Qatar, soprattutto nelle prime due uscite. Il primo tempo ha regalato grande aggressività da una parte e dall’altra, forse però troppa poca tecnica per andare in gol. E infatti è finito 0-0. Nel secondo tempo, però, il Messico è entrato in campo come chi non ha nulla da perdere e ha subito trovato il vantaggio con un gol di Martin al 47esimo. Sono bastati solo cinque minuti per trovare il raddoppio, stavolta con Chavez. Poi, molti cambi, qualche occasione da una parte e dall’altra, e anche un gol per salutare in bellezza il Qatar, quello di Al Dawsari, che ha fissato il punteggio sull’1-2. Resterà la storica vittoria contro l’Argentina, poi troppo poco, per una squadra che comunque ha fatto bella figura in questo Mondiale. E si può dire lo stesso del suo allenatore.

POLONIA-ARGENTINA 0-2 – Udite, udite: l’Argentina è viva! La squadra forse più attesa del Mondiale, quella di Messi, il suo ultimo ballo, l’appuntamento con la storia e chi più ne ha più ne metta si è presentata all’appuntamento con la Polonia con una sola possibilità: vincere senza guardare agli altri. E così è andata, ma non pensate che sia stata una passeggiata. Il gioco ancora non brilla, neanche alcuni degli uomini decisivi. E Messi… Beh, Messi stavolta non ha trascinato, anzi, e deve dire anche grazie ai compagni, magari davanti a una bella grigliata di asado. Al 39esimo minuto, la Pulce ha avuto la grande occasione di sbloccare il punteggio su rigore, ma Szczesny ha detto no, parando il penalty all’attaccante del Psg. Sembrava l’inizio dell’ennesimo psicodramma albiceste e invece no. Già a inizio secondo tempo, a risolvere la situazione è chi non si aspettava nessuno: Mac Allister, centrocampista dalle caratteristiche tutte sudamericane e che – pare – piaccia anche all’Inter. Al 67esimo, l’Argentina ha chiuso la questione con Alvarez. Per ora, si può festeggiare, ma con la consapevolezza che la qualità della manovra debba davvero crescere per ambire alla vittoria finale. Il meglio dovrà ancora venire?

 

*GRUPPO D – La Francia era stata la prima Nazionale a qualificarsi agli ottavi di finale e, nonostante la sconfitta contro la Tunisia, riesce a mantenere la prima posizione in classifica considerato che anche l’Australia ha fatto sei punti come gli uomini di Didier Deschamps. A pesare è stata soprattutto la differenza reti, e anche un gol annullato a Antoine Griezmann tra le polemiche. La vera sconfitta del girone, però, è la Danimarca, che tanto bene aveva fatto agli Europei dopo quello che era successo in campo a Cristian Eriksen. I danesi chiudono ultimi a un punto, dietro ai tunisini che tornano a casa con una vittoria e un pareggio.

AUSTRALIA-DANIMARCA 1-0 – Chiamasi ultima spiaggia anche per la Danimarca, sull’orlo del fallimento, che ben presto si è trasformato in disastro, sportivamente parlando. In molti si aspettavano un ultimo acuto degli europei contro l’Australia. Invece no, anzi. Eriksen e compagni hanno consegnato un’altra prestazione scialba, probabilmente la peggiore del Mondiale. Anche il mordente è mancato, quasi come se gli avversari avessero molta più voglia di staccare il pass per gli ottavi di finale. Dopo l’ennesimo primo tempo a reti bianche, a spezzare l’equilibrio è stato Leckie al 60esimo minuto. Poi ci ha provato in tanti modi la Danimarca, ma senza trovare la via del gol. Tutto è finito tra la delusione e la gioia incontenibile, perché grazie a questa vittoria l’Australia si è qualificata come seconda del girone. Agli altri non resta che recriminare e farsi due domande sul futuro, però lasciatecelo scrivere: il momento in cui Kjaer ha lasciato la fascia da capitano all’ex centrocampista dell’Inter ha consegnato al mondo dello sport un’istantanea storica. Ancora più importante di un fallimento di cui si parlerà tanto in patria.

TUNISIA-FRANCIA 1-0 – Con lo stesso risultato è terminata l’altra sfida del girone, quella tra Tunisia e Francia. Una vittoria di corto muso che gli africani speravano sarebbe bastata per qualificarsi, ma non è andata così. Ma si tratta dell’inizio della fine per Deschamps? Non proprio, perché il ct campione del mondo in carica ha deciso di fare ampio turnover, con sei punti già messi da parte e il passaggio agli ottavi mai in discussione. La scelta di piazzare Camavinga terzino ha messo in difficoltà anche un talento cristallino come lui, autore di qualche svarione di troppo. È stata la Tunisia a fare la partita per lunghi tratti, ma la difesa transalpina ha tenuto, anche se con qualche difficoltà. Poi è Khazri a spezzare l’equilibrio con un bel gol. Quanto basta per portare a casa una vittoria comunque storica. E con un brivido finale. Infatti, Griezmann nel finale, in cui è entrato anche Mbappe, aveva trovato la rete del pareggio, poi annullato. Un episodio che ha fatto discutere per modalità e tempi ma non ha cambiato la sostanza: Francia avanti e come prima del girone.

 

*GRUPPO E – Il girone E è stato sicuramente quello che ha regalato più emozioni in questa prima fase del torneo Fifa. Totalmente a sorpresa, a passare per primo è il Giappone, che ha vinto sia contro la Germania e la Spagna, finite a pari punti (sono quattro). A passare al livello successivo, comunque, saranno gli uomini di Luis Enrique, che nella prima partita contro il fanalino di coda Costa Rica avevano fatto sette gol. Anche loro si erano ripresi, e hanno anche assaporato per pochissimo la gioia di mandare a casa le ben più blasonate vincitrici dei Mondiali rispettivamente del 2014 e nel 2010. Poi vabbè, gli undici di Hans-Dieter Flick hanno segnato, e segnato, e segnato e le cose sono cambiate, ma non per loro che, con la coda tra le gambe, torneranno in Germania prima del tempo e per la seconda volta di fila.

COSTA RICA-GERMANIA 2-4 – È un Mondiale avaro di emozioni, pensavate? Non per Costa Rica e Germania e in una partita decisiva per entrambe, e in cui entrambe hanno avuto l’occasione per passare agli ottavi di finale. Ma poi sono rimaste fuori. I tedeschi partono subito forte, andando in gol con Gnabry già al decimo. Il primo tempo si spegne senza altre reti, ma nella ripresa la partita esplode, mentre il risultato cambiava a ripetizione anche tra Giappone e Spagna. Al 58esimo la reazione della Costa Rica trova il suo compimento con Tejeda. 1-1 e palla al centro. Poi arriva anche il 2-1 dopo uno sfortunato intervento di Neuer, ma la Germania non è morta. Tre minuti dopo, il subentrante Havertz firma il pareggio, poi anche la rimonta all’85esimo. C’è anche il tempo per il poker di Fullkrug. Intanto, però, entrambe lasciano il Qatar e per i tedeschi si tratta di un grosso fallimento.

Giappone
Il Giappone che festeggia il passaggio del turno – Nanopress.it

GIAPPONE-SPAGNA 2-1 – La Spagna non fa il suo dovere contro il Giappone, spegnendosi clamorosamente dopo un tempo, probabilmente già sazio dei quattro punti portati a casa in due giornate. Eppure, la partita era comunque iniziata con i migliori auspici, con un bel gol di testa del solito Morata. A inizio partita, però, il Giappone si è scatenato e ha dato il via a una rimonta clamorosa grazie alle reti prima di Doan e poi di Tanaka, al 51esimo. La Spagna ha chiuso i nipponici nella loro area di rigore, ma senza forzare per trovare il pareggio. La partita si è spenta sul 2-1 e con la grande festa del Giappone che centra a sorpresa un’incredibile qualificazione come prima del girone, battendo sia le Furie Rosse che la Germania. Holly e Benji chi?!

 

*GRUPPO F – Un’altra sorpresa, prima delle due partite del quinto girone, era arrivata nella serata qatarina: il Belgio, che fino a qualche anno fa era primo nel ranking Fifa, è stato rispedito a casa dal Marocco, e dalla Croazia. Se per i vicecampioni del mondo potrebbe non essere un colpo di scena, lo è per i marocchini, che hanno concluso il girone con sette punti conquistati, due in più di Luka Modric & co, tre in più degli uomini di Roberto Martinez – che ha subito abbandonato la nave -, e sette di più della Canada, rimasta a bocca asciutta. Si potranno rifare, comunque, i nordamericani nella prossima edizione che si giocherà anche in casa loro, e avranno modo di crescere. Perché per loro sì, che è stata questione di sfortuna.

CANADA-MAROCCO 1-2 – L’incrocio delle sfavorite del girone poteva essere la sfida tra quelle condannate a tornare a casa. E invece, anche stavolta, il Mondiale ci ha stupito. Ed è merito degli africani, che hanno trovato una qualificazione storica. Ma andiamo con ordine. Già al quarto minuto la partita si è sbloccata, grazie al solito Ziyech, forse uno dei calciatori che si sta mettendo più in evidenza in questo Mondiale. E potrebbe avere risvolti interessanti anche sul calciomercato. Il Marocco è scatenato e, dopo la meravigliosa prova contro il Messico e il vantaggio, ha anche trovato lo 0-2, stavolta con En Nesyri. L’esaltazione è totale, il successo è un passo e anche i brividi. Sì, perché al 40esimo un autogol di Aguerd accorcia le distanze. Nel secondo tempo è successo poco o nulla, ma con la radiolina ben sintonizzata su quanto stava accadendo tra Croazia e Belgio. Qualche preghiera, l’adrenalina e poi la gioia: sì perché il Marocco si è qualificato come primo del suo girone. E fino a poche settimane fa non l’avrebbe detto nessuno.

CROAZIA-BELGIO 0-0 – Le grandi favorite nel gruppo F si sfidano per andarsene a braccetto agli ottavi di finale, ma l’epilogo è diverso, come spesso accade nello sport. La partita è stata anche divertente ed è una notizia in questo Mondiale: nel primo tempo, le occasioni sono da una parte e dall’altra, con le difese che riescono a prevalere, anche grazie all’ennesima prova mostruosa di Gvardiol che si sta mettendo in evidenza agli occhi delle big internazionali e anche di chi non lo conosceva. Nel secondo tempo, però, le cose vanno in maniera diversa, soprattutto negli ultimi venti minuti. Il Belgio dà tutto per riscattare un Mondiale fino a quel momento di tanto al di sotto delle aspettative. Lukaku ha almeno quattro occasioni clamorose per andare in rete, ma le fallisce tutte, finendo il match tra le braccia di Henry e in lacrime. Fine anche per la generazione d’oro del Belgio: una sveglia forte e chiara che è culminata nelle dimissioni immediate del tecnico Martinez. Per la Croazia, invece, missione compiuta, anche senza brillare più di tanto.

 

*GRUPPO G – Un altro bel girone equilibrato – a parte il Brasile, sì – viene vinto dai verdeoro nonostante dalla seconda giornata, e per parte della prima sia mancato Neymar. Con sei punti (neanche loro a punteggio pieno), passano da primi e sono seguiti dalla Svizzera che, alla fine, riesce a vincere due partite, anche l’ultima molto bella con la Serbia, che è la squadra che ha fatto più gol nel gruppo, ma non basta e chiude ultima, anche dopo il Camerun che, dal canto suo, ci ha fatto divertire parecchio e ha anche battuto gli uomini di Tite nel finale.

CAMERUN-BRASILE 1-0 – Il Brasile arriva alla terza partita del gruppo G con il vento in poppa, ma anche con la pancia un po’ piena dalle due vittorie senza subire gol. La pratica, insomma, almeno per il girone, è archiviata, ma prima ci sono gli africani, loro praticamente con un piede fuori prima di entrare in campo da rispettare e non sottovalutare. Ne è uscita una partita con tanti assenti, probabilmente con la concentrazione più all’infermeria che al campo per i verdeoro, in attesa dei recuperi di Neymar, Danilo e Alex Sandro e senza troppe emozioni. Fino ai minuti di recupero. Tite poi ha fatto anche tanto turnover, ma ha talmente tanto talento in rosa che non è un vero e proprio dato. Poi ha giocato anche Dani Alves, che è uno spettacolo già di per sé. Sul campo Martinelli è andato vicino al gol nel primo tempo, ma ha trovato la risposta attenta di Epassy, che sì non è Onana. Al 55esimo è stato già tempo per una girandola di cambi per Tite, ma senza cambiare la sostanza del match. La sostanza, invece, la trasforma al 92esimo Aboubakar che di testa firma una vittoria epocale contro il Brasile. Si tratta di una consolazione amara, ma anche di un bel modo per lasciare il Mondiale. E il Brasile? A parte l’onta di tornare a perdere, il primo posto è stato conservato e ora si può guardare agli ottavi finale con tranquillità. Ah, a proposito, il Brasile ha subito un gol in tre partite, solo uno. La miglior difesa del torneo. E con quell’attacco lì…

Castelletto Neymar
Jean-Charles Castelletto e Neymar – Nanopress.it

SERBIA-SVIZZERA 2-3 – È una partita da dentro fuori quella che ha chiuso questa fase a gironi dei Mondiali. Tanti italiani in campo oggi, e uno ha anche segnato, forse il più atteso. Non il primo gol, però, quello è stato segnato da Shaqiri al 20esimo. Un gol che vale doppio per lui, considerate le sue origini albanesi. Passano sei minuti e pareggia subito Mitrovic, oggi in coppia con Vlahovic in attacco. È proprio il numero 9 della Juventus che illude i suoi connazionali: al 35esimo, infatti, ribalta il risultato e potrebbe far continuare l’avventura in Qatar ai suoi. Ma il serbo non ha fatto i conti con Embolo, l’uomo che già aveva salvato la Svizzera contro il Camerun nella prima partita del girone. All’ora non esultò, oggi non si limita, perché la situazione si è capovolta. E siamo solo al 44esimo. Nella ripresa, Freuler, ex Atalanta, ci mette tre minuti ad approfittare di una disattenzione della difesa della squadra di Dragan Stojković, ed è 3-2 per gli elvetici, che ora sono decisamente più tranquilli. Al 66esimo qualche segnale di nervosismo per un rigore non dato, e neanche rivisto, dall’arbitro. Nel frattempo, tra l’altro, esce anche Milinkovic-Savic, quello della Lazio (ancora, non si sa per quanto). Quelle sono anche le sliding doors di un match che si accende più per le polemiche che per altro. Con la Serbia fuori, e la Svizzera dentro.

 

*GRUPPO H – Il Portogallo, che era già dentro, ha fatto spazio alla Corea del Sud, condannando l’Uruguay – e Luis Suarez specialmente -alle lacrime. Era l’ultima occasione per il Pistolero, e non l’ha sfruttata a pieno, così come il Ghana che, anche da seconda (prima dell’ultimo turno), ha salutato il Mondiale con un briciolo di amarezza, e cinque gol fatti, uno in meno della banda di Cristiano Ronaldo e (soprattutto) Bruno Fernandes, e più della Celeste e degli asiatici, che sono dentro come vent’anni fa. Questa volta, per fortuna nostra, non ci possono fare male, né loro, né Byron Moreno.

COREA DEL SUD-PORTOGALLO 2-1 – La Corea del Sud per l’orgoglio, il Portogallo per non perdere il passo e per Cristiano Ronaldo. Il portoghese ci ha provato, ci ha riprovato e poi ci ha provato ancora ad andare in gol, ma ha fallito un paio di occasioni importanti. Prima, però, i suoi erano già andati in vantaggio con Horta su assist di Dalot, e nell’azione è entrato anche CR7, con un tocco dei suoi. La Corea del Sud, però, non ha mollato e ha iniziato a macinare gioco, trovando la rete del pareggio con Kim Young-Gwon. Ronaldo è stato sostituito e man mano il Portogallo è uscito dal campo. Al 91esimo è arrivato il marchio decisivo sulla partita: Hwang Hee-Chan ha segnato il gol che vale una pazzesca qualificazione. Ancora mancano tante puntate, ma fino ad ora è stato il Mondiale dell’Asia.

Ronaldo Corea del Sud
Cristiano Ronaldo e i giocatori della Corea del Sud – Nanopress.it

GHANA-URUGUAY 0-2 – In qualche strana lingua orgoglio e Uruguay fanno rima, ed è l’alfabeto del calcio. Sì, proprio loro, quelli della garra charrua, dei milli gialli spesi bene, nei mischioni finiti male e delle prime punte più generose e ciniche del pianeta, almeno nell’ultimo ventennio. Eppure, la Nazionale è arrivata a questo Mondiale con le ruote sgonfie e non per la mancanza di motivazioni, anzi. Era l’ultima occasione per tanti, da Suarez a Cavani, sicuramente per Godin e Caceres, forse anche per Vecino, che in Italia conosciamo bene. Sì, ma con il tempo non si scende a patti e quella carta d’identità si è vista tutta nel girone H, contro la freschezza degli avversari. Oggi le cose sono ugualmente partite male, tanto che gli africani hanno avuto già l’occasione per passare in vantaggio al 21esimo. Ayew, però, si è divorato il rigore, anzi gliel’hanno parato. È stato l’episodio che probabilmente ha fatto girare la partita. Solo cinque minuti dopo, l’Uruguay colpisce con de Arrascaeta, che firma la sua personale doppietta al 32esimo. Il finale è un tour de force sportivamente drammatico. Suarez, uscito al 66esimo per l’ex attaccante di Napoli e Psg, si è dimenato disperato in panchina, mentre i suoi cercavano quell’unico gol che sarebbe bastato per la qualificazione. Non è arrivato. E la partita è finita tra urla, depressione, proteste vibranti per un rigore non concesso a Cavani. La fine di una storia, di un ciclo pazzesco e di campioni vincenti, con una certezza: il loro ultimo ballo è durato troppo poco.

Gli accoppiamenti degli ottavi di finale (e non solo)

E quindi gli ottavi di finale che inizieranno proprio domani con la partita tra Olanda e Stati Uniti alle 16 e quella tra Argentina e Australia alle 20, le vincenti dei due incontri si sfideranno poi ai quarti di finale.

In semifinale, la vincente, ancora, troverà una delle quattro squadre che giocheranno lunedì, e dunque o Croazia-Giappone, che giocheranno alle 16, o Brasile-Corea del Sud, alle 20. Le due che vinceranno, infatti, andranno ai quarti, e poi appunto alla penultima sfida.

Dall’altra parte, domenica se la vedranno alle 16 Francia e Polonia e alle 20 Inghilterra-Senegal, martedì chiuderanno alle 16 Marocco-Spagna e Portogallo-Svizzera, da queste altre quattro squadre uscirà anche l’altra semifinalista, prima, però, ci sarà da vedere chi si scontrerà ai quarti.