Camera, no al salario minimo: approvata mozione della maggioranza

Il terzo polo si astiene, mentre passa la mozione della maggioranza che dice no al salario minimo. “Il governo Meloni abbandona i lavoratori in difficoltà”.

Camera dei deputati
Camera dei deputati – Nanopress.it

Dure le reazioni da parte dell’opposizione. L’astensione del terzo polo si contrappone alla compattezza di Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento Cinque Stelle sul voto per le mozioni sul salario minimo. Per conte il governo gestisce “il Paese alla rovescia” mentre per Marco Grimaldi “si accanisce contro chi andrebbe tutelato”.

No al salario minimo, approvata la mozione della maggioranza

E’ passata con 163 voti a favore la mozione della maggioranza alla Camera. Sono stati invece 121 i no, mentre il Terzo Polo si è astenuto (19 deputati). Nessuna introduzione dunque del salario minimo, con un governo che presenta e porta avanti invece la sua mozione, dove la tutela dei lavoratori verrà raggiunta tramite “una serie di iniziative”.

Iniziative che nella fattispecie corrispondono ad attivare “percorsi interlocutori tra le parti non coinvolte nella contrattazione collettiva”. Infine nel documento si legge che l’obiettivo è quello di monitorare tramite le analisi sui dati eventuali motivi della non attuazione. Una visione ben lontana dall’opposizione, più o meno compatta, che aveva visto nel salario minimo un modo per difendere ancora una volta la fascia più debole della popolazione.

Il Terzo Polo si astiene e tiene fede alle parole di Carlo Calenda che ieri aveva promesso una “buona opposizione”. Rimane da capire se per “buona” opposizione ieri Calenda – all’uscita da Palazzo Chigi dopo il colloquio con Giorgia Meloni – abbia inteso non mettere i bastoni tra le ruote al governo e astenersi.

Salario minimo, le dure reazioni, Grimaldi: “Governo si accanisce contro chi va tutelato”

Chi non ci sta invece è Marco Grimaldi. Il vice-capogruppo per Alleanza Verdi Sinistra è infatti intervenuto sulla bocciatura della mozione dell’opposizione parlando del salario minimo da 10 euro all’ora da rivalutare ogni anno, e che andrebbe a beneficio di 2,6 milioni di italiani. La fascia più debole, composta da 2,9 milioni di italiani che rappresentano la working poor, insieme ai 5 milioni che guadagnano invece meno di 850 euro al mese.

Il governo secondo Grimaldi dovrebbe dare priorità a queste persone, ma invece “non ha perso occasione di acaniris contro chi andrebbe tutelato”.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte – Nanopress.it

Deluso anche Giuseppe Conte, dopo aver subito la batosta del Reddito di Cittadinanza che nel 2024 verrà abolito definitivamente, che parla di un Paese “alla rovescia”. Il leader dei Cinque Stelle ha commentato la votazione anche in relazione alla mozione del governo sull’invio di armi in Ucraina. Conte sostiene infatti che la maggioranza abbia finalmente “calato la maschera” e che si sia mostrata per quello che è. Un governo, sostiene il pentastellato, che gira le spalle alle fasce povere e che approva la corsa al riarmo e “l’aumento delle spese militari, abbandonando lavoratori e ingrassando le lobby delle armi”.

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