Vaccino coronavirus: parte la sperimentazione allo Spallanzani

Il primo volontario ha ricevuto l'iniezione del vaccino italiano per il coronavirus realizzato da ReiThera

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vaccino coronavirus sperimentazione

Foto Pixabay | mwooten

È iniziata nella mattinata di lunedì 24 agosto, presso l’Istituto Nazionale malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma, la sperimentazione sull’uomo di GRAd-COV2, il vaccino italiano messo a punto per combattere SARS-CoV-2 il virus che causa il COVID-19. Il vaccino coronavirus è stato realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera.

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Il primo volontario per il vaccino coronavirus, scelto tra le migliaia che si sono offerti con grande generosità allo Spallanzani, ha ricevuto tramite iniezione intramuscolare la dose di vaccino. È così ufficialmente iniziato l’iter che porterà il volontario, nei prossimi mesi, a sottoporsi a una serie di controlli periodici ravvicinati che serviranno ai ricercatori per verificare la sicurezza e la tollerabilità del vaccino, nonché eventuali effetti collaterali.

Vaccino coronavirus: come funziona la sperimentazione

La sperimentazione, messa a punto da un team di ricercatori e clinici dello Spallanzani in collaborazione con ReiThera, sarà effettuata su novanta volontari suddivisi in due gruppi per età: 45 tra i 18 e i 55 anni, altrettanti di età superiore ai 65 anni. Ciascun gruppo sarà suddiviso in tre sottogruppi da 15 persone, a ciascuna delle quali verrà somministrato un diverso dosaggio del preparato vaccinale.

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Una parte della sperimentazione sarà effettuata presso il Centro Ricerche Cliniche – Policlinico G.B. Rossi di Verona. Se i primi risultati della fase 1 saranno positivi, entro la fine dell’anno potranno prendere il via le fasi 2 e 3, che saranno condotte su un numero maggiore di volontari anche in paesi dove la circolazione del virus è più attiva.

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Come funziona il vaccino

Il vaccino coronavirus GRAd-COV2 utilizza la tecnologia del “vettore adenovirale non-replicativo“, ovvero incapace di produrre infezione nell’uomo. Il vettore virale agisce come un minuscolo “cavallo di Troia”, che induce transitoriamente l’espressione della proteina spike (S) nelle cellule umane. Questa proteina è la “chiave” attraverso la quale il coronavirus, legandosi ai recettori ACE2 presenti all’esterno delle cellule polmonari, riesce a penetrare ed a replicarsi all’interno dell’organismo umano. La presenza della proteina estranea innesca la risposta del sistema immunitario contro il virus.

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Una volta iniettato nelle persone, questo virus modificato, o meglio la proteina S che trasporta, provocherà la risposta del sistema immunitario dell’organismo, ovvero la produzione di anticorpi in grado di proteggere dal virus SARS-CoV-2. Il tutto senza pericolo per l’uomo dato che il virus è stato modificato per azzerarne la capacità di replicazione nell’organismo.

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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