Covid-19, il vaccino entro l'anno. Conte: "Sarà a disposizione, ma non obbligatorio"

Il premier Conte annuncia l'arrivo di un vaccino anti Covid-19 entro l'anno sottolineando che sarà messo a disposizione di tutti, ma non sarà obbligatorio vaccinarsi

Il premier italiano Giuseppe Conte

Foto Getty Images | di Stephanie Keith

Il vaccino anti Covid-19 arriverà, probabilmente già entro l’anno, ma non sarà obbligatorio. A chiarirlo è il premier Giuseppe Conte che, dal palco di Ceglie Messapica, cuore della Terra dei trulli, sottolinea: “Non ritengo che debba essere obbligatorio, ma deve essere messo a disposizione. Se mi dovessero confermare queste proiezioni ottimistiche c’è la possibilità di mettere il vaccino presto a disposizione di tutti e anche di altri Paesi europei”.

Il vaccino anti Covid-19 pronto già entro l’anno?

Una questione, quella dell’obbligatorietà o meno del vaccino anti Covid-19, piuttosto annosa e che rischia di spaccare nuovamente il fronte tra chi vorrebbe l’obbligo e chi, invece, ritiene doveroso lasciare la scelta ai cittadini. Proprio negli ultimi giorni è stato avviato alla sperimentazione presso l’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma un vaccino italiano che coinvolgerà, in questa prima fase, 45 volontari a Roma, Piacenza, Verona e Cremona. Il farmaco ha già superato la fase preclinica di test sugli animali dimostrando di produrre una buona risposta anticorpale ed è ora pronto per la fase di sperimentazione clinica sull’uomo. 

Conte difende il proprio operato

Il premier Conte, però, non ha parlato solo del vaccino, ma anche dei verbali desecretati che hanno attirato l’attenzione facendo piovere critiche feroci sul Governo: “Vorrei ricordare che dopo il verbale del giorno 7 del Cts, quando il Cts si è convinto che ci voleva una misura più radicale per Alzano e Nembro è successo un fatto nuovo, che molti si sono recati da Nord a Sud. A quel punto abbiamo ritenuto fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese. E di questo sono orgoglioso”.

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Conte, quindi, respinge le critiche al mittente sottolineando come il modello italiano – e gli italiani stessi – sia stato una fonte d’ispirazione per tutta l’Europa: “Il fatto di aver lavorato al fianco degli scienziati non significa che avremmo ceduto loro responsabilità. E se l’Italia ora è un modello il merito è di tutti gli italiani ha concluso.

Parole di Matteo Vana

Laureato in Editoria e Giornalismo, ha iniziato a muovere i primi passi con calcio e motori, due passioni delle quali ha fatto un lavoro. Pubblicista dal 2014, ama lo sport, i viaggi e i fumetti

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