UE: l'economia italiana non si riprenderà prima del 2022

Secondo la Commissione Europea, l'UE e in particolare l'Italia vivranno una profonda crisi economica dovuta alla pandemia. La ripresa sarà lenta e diluita nel tempo

gentiloni a un comizio

Foto Getty Images | Michele Tantussi

L’economia italiana si riprenderà in maniera lenta e diluita nel tempo. A dirlo è la Commissione Europea, che ha diffuso dati e previsioni non esattamente rosei per il nostro paese e per l’Unione Europea in generale.

La seconda ondata di Covid sta colpendo molto duramente l’economia e in particolare il settore dei servizi. Se già nella prima metà dell’anno aveva subito un forte shock, per poi riprendersi nel terzo trimestre dell’anno visto l’allentarsi delle norme anti virus, ora è arrivata le seconda brusca frenata sulla produzione e la crescita economica.

Le previsioni 2020 per l’economia italiana

Nel 2020 si prevede che l’Unione Europea vedrà un calo del Pil del -7,4% e l’Eurozona del -7,8%: l’Italia del -9,9% (a luglio era previsto addirittura un -11,2%). La ripresa del 2021 si attesta rispettivamente al +4,1% e +4,2% per Ue e Eurozona, e l’Italia si prevede sarà a sua volta sul 4,1%, e nel 2022 crescerà del 2,8%. In generale, il nostro paese non riuscirà a tornare ai livelli pre-Covid prima del 2022.

Se nel 2019 era stato registrato un rapporto deficit-Pil del 1,6%, mai così basso prima d’ora, nel 2020 sarà del 10,8%. Dunque diminuisce il Pil e aumenta il debito: 159,4% nel 2020 contro il 134,7% dell’anno precedente.

L’Italia però non è il paese maggiormente in crisi da un punto di vista economico dell’Unione, che come spiega la Commissione Europea, è stata colpita in maniera eterogenea. Infatti, peggio di noi c’è la Spagna, che registrerà un -12,4%. La Germania invece, per esempio, arriverà solo a un -5,6%, già riprendendosi del 3,5% nel 2021 secondo le stime. Male anche Croazia (-9,6%), Francia (-9,4%) e Portogallo (-9,3%).

Chi farà le spese di questa crisi economica saranno i lavoratori. Nel 2020 si è riusciti ad arginare parzialmente la situazione tra blocco dei licenziamenti e cassa integrazione, ma i lavoratori a tempo determinato sono stati i più penalizzati di tutti. Nel 2021 è probabile che anche chi ha un contratto a tempo indeterminato potrebbe riscontrare problemi. In genarle il tasso di disoccupazione salirà all’11,6%, colpendo soprattutto il settore dei servizi.

Il commento di Gentiloni

Paolo Gentiloni, l’attuale Commissario all’Economia che ha presentato questi dati, ha commentato queste amare previsioni per l’Italia sottolineando la speranza che si verifichino le previsioni fatte dal Governo italiano, più positive rispetto a quelle europee, e che per ora non c’è preoccupazione sulla sostenibilità dei debiti.

In merito alla disoccupazione, ha dichiarato: “le misure di bilancio  continueranno a sostenere l’occupazione e i redditi, ma è improbabile, purtroppo, che prevengano una crescita della disoccupazione“.

Parole di Alanews

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