Cts: sì ai ristoranti aperti la sera, ma con controlli dell’esercito

Dopo mesi di ri-chiusura, i ristoratori potrebbero riuscire a tirare un sospiro di sollievo per far ripartire le attività. Dopo il via libera alle aperture per l’ora di pranzo, per i ristoranti che si trovano in zona gialla, adesso il Comitato tecnico scientifico potrebbe dire sì anche alle aperture serali.

L’unica condizione, oltre al rispetto delle norme anti Covid (che comprendono il distanziamento al tavolo, l’uso della mascherina e il rilevamento della temperatura) è quella che sia l’esercito a monitorare l’affluenza e il rispetto dei regolamenti.

Il 5 marzo dovrebbero cambiare le regole

Il dpcm attualmente in essere scadrà il 5 marzo. Dopo questa data toccherà al premier incaricato Mario Draghi e al suo esecutivo, per ora non ancora formato, stabilire le nuove regole.

Sono però già molte le Regioni che contestano la chiusura dei ristoranti dopo le 18 (orario attualmente in uso, dopo il quale sono consentiti solo consegna e asporto). I governatori, infatti, vorrebbero la chiusura posticipata fino alle 22.

Un piano di riaperture graduale

Intervistato da La Repubblica è stato proprio il coordinatore del Cts,  Agostino Miozzo, a parlare del tema ristoranti.

Miozzo spiega che la misura più efficace per contrastare Covid sarebbe un lockdown totale. Un proseguo delle chiusure, però, insostenibile per il mondo della ristorazione. Sarebbe quindi ipotizzabile un piano di riaperture graduale

Miozzo: sì ai ristoranti, ma con l’esercito

A patto che si istituisca “rigoroso meccanismo di controlli“, spiega Miozzo, la possibilità che i ristoranti riaprano la sera c’è. “Immaginate cosa può succedere se riaprono i ristoranti la sera ai Navigli o a Trastevere“, ha argomentato il tecnico.

La possibilità per i ristoranti, a questo punto, sarebbe l’intervento delle forze dell’ordine, della Polizia Locale e dell’Esercito, che avrebbero il compito di monitorare i flussi per permettere la chiusura alle 22

Basta vedere una divisa che agisca nei luoghi a rischio, come possono essere i ristoranti, per scongiurare comportamenti irresponsabili“, conclude Miozzo.