Il Milan resiste anche in 10, ma in finale di Coppa Italia va la Juventus

La Juventus è in finale di Coppa Italia. Basta lo 0-0 per eliminare il Milan, grazie all'1-1 dell'andata. Sottotono Ronaldo che sbaglia anche un rigore. Follia di Rebic espulso dopo un quarto d'ora. Scopriamo insieme tutto quello che è successo allo Juventus Stadium.

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juventus milan

Foto Getty images | di Valerio Pennicino

Minimo sforzo, massimo risultato. La Juventus è la prima finalista della Coppa Italia. Ai bianconeri, dopo l’1-1 dell’andata a San Siro, basta lo 0-0 per conquistare la finalissima di Coppa Italia dove attenderanno la vincente di Napoli-Inter. Dopo 95 giorni di stop forzato per l’emergenza coronavirus le squadre non potevano certo essere brillanti. Ne è nata una partita piuttosto bloccata, controllata prevalentemente dalla Juventus di Sarri anche grazie alla superiorità numerica acquisita dopo appena 16 minuti per l’espulsione di Ante Rebic, autore di un fallo su Danilo. Decisamente sottotono anche Cristiano Ronaldo, autore di una partita anonima e colpevole di aver fallito un calcio di rigore. Il Milan, complici le assenze, aveva bisogno di almeno un goal per sperare ma non è riuscito quasi mai ad impensierire la squadra bianconera.

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Il racconto della partita

Nel silenzio surreale di uno Juventus Stadium deserto, Sarri si affida per la prima volta dal primo minuto in questa stagione al tridente Douglas Costa-Dybala-Ronaldo. Pioli risponde con Rebic unica punta (a causa dell’assenza forzata di Ibrahimovic) supportato da Bonaventura, Calhanoglu e Paqueta. La prima occasione della prima semifinale di Coppa Italia arriva dopo appena 70 secondi, quando Douglas Costa conclude di poco al lato dopo una bella iniziativa di Alex Sandro. Poi, intorno al quarto d’ora di gioco, succede di tutto in pochi secondi. Al 14′ l’arbitro Orsato, grazie all’intervento del VAR, concede un calcio di rigore alla Juventus a causa del tocco con il gomito di Conti. Sul dischetto si presenta come di consueto Cristiano Ronaldo che però sbaglia il calcio di rigore colpendo in pieno il palo. Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo per il Milan che Rebic commette un’incredibile ingenuità. L’attaccante croato interviene in maniera scomposta colpendo Danilo in pieno petto con il piede a martello. Inevitabile l’espulsione di Rebic che lascia il Milan in 10 uomini dopo appena 16 minuti. Nel resto del primo tempo la Juventus mantiene il pallino del gioco senza tuttavia creare moltissimo. Degno di nota un tiro al volo di Matuidi al 31′ minuto, prontamente respinto da Gigio Donnarumma. La prima frazione si conclude così a reti inviolate.

La ripresa inizia senza cambi e si apre con una buona occasione per il Milan con il colpo di testa di Calhanoglu che finisce di poco a lato. Pioli prova ad inserire Raphael Leao, al posto di Bonaventura, per restituire un po’ di peso all’attacco e cercare il goal qualificazione. Tuttavia i rossoneri continuano a fare fatica a creare pericoli e la Juventus mantiene il controllo senza riuscire però ad affondare. Il Milan ci prova allora su calcio piazzato con il colpo di testa di Kjaer sugli sviluppi di un corner al 78′, ma il pallone finisce ancora fuori. Al minuto 80 ci prova la Juve con il tiro a giro, abbastanza centrale, di Paulo Dybala deviato in corner da Donnarumma. Gli allenatori sfruttano tutti i 5 cambi a propria disposizione per cercare di ravvivare la partita, nel Milan arriva addirittura l’esordio del giovane Colombo. Tuttavia il film della partita non cambia ed anzi è la Juve a creare ancora qualche pericolo. Dopo 4′ di recupero l’arbitro Orsato fischia la fine e regala la finale alla Juventus in virtù del maggior numero di goal in trasferta.

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Finalmente calcio

La semifinale di Coppa Italia tra Juventus e Milan non è stata certamente una partita entusiasmante. Ma è stata una partita. E questa, di questi tempi è già una notizia. Seppur in un ambiente surreale e atipico, a cui però bisognerà fare l’abitudine, si è tornati a respirare calcio giocato. Molto toccante il minuto di silenzio iniziale con le squadre in cerchio e tre “sconosciuti” in mezzo. Si trattava di un medico, un’infermiera e un’operatrice socio-sanitaria, simbolo di tutti coloro che hanno lavorato strenuamente in piena emergenza coronavirus.

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Parole di Valerio Malfatto

Valerio Malfatto, nato a Roma il 6 settembre 1995 e diplomato al Liceo Classico statale Luciano Manara. Laureato in Ingegneria Chimica all’Università La Sapienza di Roma e attualmente studente di Ingegneria dei Materiali presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue più grandi passioni sono lo sport, in particolare il calcio, e l’ecologia.

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