Just Eat nel 2021 assumerà i suoi rider anche in Italia

La società di proprietà anglo-olandese applicherà il modello già utilizzato in altri Paesi. Si tratta di un cambiamento importantissimo per le tutele dei lavoratori

Un rider di Just Eat davanti al Duomo di Milano durante il lockdown

Foto Getty Images | Pier Marco Tacca

A partire dal 2021, Just Eat assumerà i suoi rider, ad oggi circa tremila. Anche in Italia verrà applicato il modello Scoober, già utilizzato in alcuni paesi del Nord Europa dalla società, acquisita a febbraio dal gruppo anglo-olandese Takeaway. I fattorini, dopo un periodo di prova, potranno scegliere di diventare lavoratori dipendenti, full time o part-time, con tutte le tutele del caso. La flessibilità oraria sarà comunque garantita. Il salario quindi sarà basato sulle ore lavorative e non sul numero di consegne, alle quali saranno collegati i bonus.

Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia, sulle pagine del Corriere Economia ha definito un valore aggiunto avere rider dipendenti tutelati. Si tratta di un importante cambiamento nel settore, un passo avanti per quanto riguarda i diritti di tutti i lavoratori.

Il nuovo contratto nazionale e le proteste

Il lavoro dei rider è spesso al centro del dibattito: il lavoro a cottimo è per molti parificabile allo sfruttamento. A chiedere la regolamentazione in Italia di questo mestiere, erano stati gli stessi ciclofattorini lo scorso 3 novembre, con uno sciopero nazionale in una data non casuale. A settembre, infatti, AssoDelivery, l’Associazione italiana settore Food Delivery della quale fa parte anche Just Eat, aveva sottoscritto col sindacato Ugl un contratto nazionale in cui si rimarcava la natura totalmente autonoma del lavoro dei rider, pur inserendo qualche tutela e un minimo salariale. Il contratto, entrato in vigore proprio il 3 novembre, era stato contestato dagli altri sindacati e non accettato dal Ministro del Lavoro. Ovviamente, anche Just Eat come tutte le altre società ha iniziato ad applicare ai suoi lavoratori il ccnl, ma ora c’è un’inversione di marcia storica, arrivata nel giro di pochissime settimane dopo l’entrata in vigore del sistema.

La scelta è stata probabilmente dettata dalla volontà di evitare lo scontro con la Cgil, che ha già fatto ricorso contro il contratto, e con il Ministero del Lavoro, che dopo una lettera ad Assodelivery aveva già minacciato controlli in tutte le società per verificare l’applicazione reale del contratto. Mercoledì i rappresentanti di Just Eat Italia incontreranno al ministra Nunzia Catalfo per parlare del nuovo modello che entrerà in vigore gradualmente.

Yftalem Parigi, rider di Just Eat e rappresentante per la sicurezza dai fattorini di Firenze, ha commentato positivamente la notizia, auspicando un allineamento da parte di tutte le aziende del settore.

Il nuovo contratto Just Eat

Oltre a tutte le tutele da lavoratori dipendenti, i rider saranno forniti di strumenti e dispositivi di sicurezza oltre che di abiti, casco e zaini con il logo di Just Eat. Nelle realtà più piccole potranno usare i propri mezzi, mentre nelle città più grandi avranno a disposizione quelli dell’azienda (bici, bici e scooter elettrici) da utilizzare solo durante l’orario di lavoro e da prendere e riconsegnare in hub distribuiti in città. Chi lavorerà ancora come autonomo o sarà in prova, o nelle zone al di fuori del centro cittadino, continueranno a usare mezzi propri.

Parole di Alanews

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