Governo Draghi: le reazioni dei partiti e dei leader

Il governo tecnico o tecnico-politico guidato dall'economista spacca in due la politica

Mario Draghi

Foto Getty Images | Roberto Monaldo/AM POOL

Dunque non ci sarà un Conte ter bensì un governo Draghi. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato l’economista nonché ex governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi di mettere insieme una squadra per formare un nuovo esecutivo. 

La decisione di non proseguire con Giuseppe Conte ma di incaricare una figura esterna la politica ha spaccato in due leader e partiti politici. Infatti, non tutti credono nella capacità del tecnico di fronteggiare le problematiche che sta vivendo il paese in questo momento, tra crisi sanitaria economica; inoltre dovrà gestire anche il tanto discusso Recovery plan.

Movimento 5 Stelle: no al governo Draghi

Il Movimento 5 Stelle, dopo aver perso Giuseppe Conte come premier, si è detto subito contrario a Mario Draghi. Il partito, in generale, ha sempre espresso il proprio no a governi tecnici.

In questo caso, poi, l’ostilità è rincarata dalla “deposizione” di uno dei loro in favore di un nuovo governo. Infatti, fin dai primi rumors che volevano l’economista chiamato al Colle, il M5S si è detto compatto contro questa decisione di Mattarella. Beppe Grillo avrebbe condiviso con le figure di spicco del partito una nota in cui si rimarca il proseguimento della linea dettata da Vito Crimi, leader politico del partito, ovvero di mantenere la fedeltà esclusivamente a Conte. A esporsi maggiormente sono stati due dei personaggi chiave del partito, ovvero Di Battista e Di Maio. Il primo ha sottolineato come da sempre il Movimento sia contro i governi tecnici, vista anche la memoria negativa che ha l’Italia del governo Monti. Scetticismo nei confronti di un eventuale governo di larghe intese: “Ostacolare l’approdo di Draghi a Palazzo Chigi nulla ha a che vedere con la lotta tra europeismo ed anti-europeismo, ha a che fare con la contesa tra Politica e finanza“.

Luigi Di Maio, invece, ha voluto rimarcare il fatto che nel 2018 il Movimento 5 Stelle abbia preso il 33% dei voti, sottolineando come questo renda il partito uno dei più forti in Italia. Ha negato poi ogni voce in merito alla scissione. Il ministro degli Esteri ha poi dichiarato: “Io credo che il punto non sia attaccare o meno Draghi. Però le regole della democrazia sono molto chiare. E credo che la via democratica alla ricostruzione dell’Italia sia quella di un governo politico“.

PD: prosegue l’alleanza con M5S 

Ieri si è tenuta una riunione tra i tre partiti che fino a pochi giorni fa costituivano la maggioranza, ovvero Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali.

Zingaretti, leader del PD, all’uscita dalla riunione ha dichiarato che l’intenzione è quella di non sprecare l’unione e le intese portate avanti fino ad oggi ma anzi di proseguire questo cammino allineati. Dal Movimento fanno sapere che, indipendentemente dalla decisione di sostenere o meno Draghi, i partiti manterranno una sorta di alleanza.

Il vicesegretario del PD Andrea Orlando ha comunque sottolineato la preferenza per un governo politico, visti i risultati di quello tecnico firmato Monti.

Franceschini, Ministro dei beni culturali PD, ha voluto mettere in guardia gli “amici dei 5 Stelle“: remare contro Draghi a prescindere potrebbe portare a una spaccatura della maggioranza favorendo la destra, che punta a elezioni anticipate.

Centro-destra: si vada al voto

Matteo Salvini non ha chiuso la porta definitivamente al governo Draghi. Il leader della Lega ha spiegato di non volersi porre nei confronti nel nuovo scenario con pregiudizio ma di essere disposta al dialogo con chiunque voglia lavorare per il bene del paese in accordo con il partito, ma “continuiamo a ribadire con coerenza che la strada maestra sono le elezioni“.

Durante un vertice del centrodestra, Giorgia Meloni ha sottolineato e ribadito la sua contrarietà a Mario Draghi. sarebbe disposta a scendere a compromessi solo per mantenere la coalizione di centrodestra compatta, ma la sua idea è inamovibile: bisogna andare a elezioni. Infatti, secondo lei, Draghi non traghetterà l’Italia verso un voto a stretto giro e lei è disposta a ragionare esclusivamente in tal senso: “disponibile a lavorare su tutto purché si vada a votare“.

Berlusconi ha dichiarato: “Andiamo alle consultazioni a sentire Mario Draghi quali idee ha e cosa propone. È una personalità di altissimo profilo. Valuteremo insieme come centrodestra cosa fare. Se siamo arrivati fino a qui e perché siamo rimasti uniti“. Frasi che non dettano una linea chiara per Forza Italia, dove i membri del partito si spaccano tra pro e contro governo Draghi in attesa di una linea chiara.

Renzi: sostegno a Mario Draghi

Matteo Renzi, autore della crisi di governo che ha portato alla “deposizione” di Giuseppe Conte, si espresso con favore sul governo Draghi. In un post sui social, infatti, ha scritto: “Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia“. 

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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