Governo Draghi: c'è la fiducia al Senato con 262 voti a favore e 40 contrari

Confermato l'appoggio all'esecutivo da parte delle principali forze politiche. Oggi il voto alla Camera

Mario Draghi, il primo ministro italiano, a sinistra, parla con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano, durante un voto di fiducia al Senato a Roma, mercoledì 17 febbraio 2021. Draghi ha esortato gli italiani a riunirsi in uno storico sforzo per ricostruire il loro paese, confrontando il compito da svolgere con la ricostruzione del dopoguerra, mentre delineava un'agenda ambiziosa e fermamente pro-europea per il suo nuovo governo

Foto Getty Images | Fabio Frustaci/ANSA/Bloomberg

Dopo il discorso di ieri mattina, in serata si sono svolte le votazioni al Senato per la fiducia al Governo Draghi. Il risultato parla di 262 voti favorevoli e 40 contrari, tra tra questi, 19 provengono da Fratelli d’Italia, sei dal gruppo misto e 15 dal Movimento 5 Stelle. 15 senatori che non hanno quindi rispettato le direttive del voto sulla piattaforma Rousseau (e che ora sono a rischio espulsione), così come  quegli otto che non hanno partecipato alla votazione. Ma d’altronde si sa che l’appoggio del partito a Mario Draghi non è assoluta e incondizionata, infatti manterrà spirito critico e non accetterà tutto a prescindere.

Lega: fiducia al Governo Draghi a tempo

Salvini ieri ha voluto ribadire il sostegno al Governo Draghi visto il momento delicato del paese e le problematiche tra gli italiani che continua a riscontrare e le lamentele che raccoglie. Ma il leader della Lega ha voluto anche sottolineare che superata l’emergenza le forze politiche torneranno a dividersi: in questo momento bisogna concentrarsi sulle emergenze salute, lavoro e rinascita.

La scelta di partecipare a questo governo non è una scelta di comodo, bensì una discesa in campo per il paese. Una decisione approvata da Silvio Berlusconi, che l’ha definita “un atto di saggezza che l’Europa apprezzerà“. Il leader di Forza Italia ha anche lodato il discorso di Draghi post-fiducia.

Renzi: ne valeva la pena aprire la crisi? Sì

Matteo Renzi conferma il proprio apprezzamento nei confronti di Mario Draghi subito dopo la fiducia ottenuta al Senato, sottolineando che il nuovo premier e ciò di cui aveva bisogno l’Italia in questo momento. Aprire la crisi è stata la scelta giusta per il paese.

Anche il PD per voce del suo leader Nicola Zingaretti dà la piena fiducia a Mario Draghi, al contrario Giorgia Meloni continua a non cedere, confermando il no al Governo Draghi, essendo, a suo dire, troppo orientato a sinistra, ben oltre le sue aspettative.

Il discorso di Draghi

Il premier incaricato, dopo aver ottenuto la fiducia, parla al Senato, prima buttandola sull’emozione, puntando a creare una sorta di empatia tra deputati e italiani, passando poi ai ringraziamenti. Sottolinea però che si impegnerà a confermare e giustificare la fiducia con i fatti e le scelte per il paese.

Nel suo discorso, Mario Draghi ha parlato della necessità del Recovery Plan e di come tutte le forze competenti, così come il Parlamento, verranno costantemente informati. Massima importanza nel suo programma avranno cultura, turismo e la legalità, sia nella gestione dei flussi migratori che della criminalità organizzata.

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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