Facebook limiterà la visibilità a politici e partiti

Dopo gli eventi di Washington, Mark Zuckerberg ha deciso che il colosso dei social media riformerà le sue linee guida per i contenuti da “spingere”. Profili di politici e pagine di partito non saranno più tra le consigliate

Facebook antitrust

Foto Getty Images | Chip Somodevilla

Il cambio di rotta per Facebook è decisivo. Dopo aver sospeso l’account dell’ex presidente Usa Donald Trump per le insurrezioni del 6 gennaio al Campidoglio, quando i suoi sostenitori assaltarono il palazzo del Congresso, la società di Mark Zuckerberg ha deciso di imporre dei limiti alla visibilità di tutti gli account politici.

Una commissione di esperti indipendenti al momento sta valutando se restituire a Trump i suoi accessi e per il momento la riforma è limitata alle pagine statunitensi, ma da Facebook fanno sapere di voler espandere la nuova policy a livello globale.

Stop ai contenuti politici su Facebook

Le raccomandazioni cui si trova davanti ogni utente quando apre la propria homepage di Facebook, si sa, sono gestite da algoritmi. Non è la prima volta che il social blocca alcuni contenuti, ma adesso Facebook sembra intenzionata a modificare alcuni dei criteri perché non vengano più raccomandate pagine di politici o di partiti ai propri utenti.

Abbiamo intenzione di tenere i gruppi civici e politici fuori dalle raccomandazioni nel lungo termine e abbiamo intenzione di espandere questa politica a livello globale“, ha dichiarato lo stesso Mark Zuckerberg durante una teleconferenza.

Le news sono già state “ripulite”

Per stemperare il clima e scoraggiare la conversazione divisiva“, spiega Zuckerberg, Facebook avrebbe già limitato il contenuto politico nelle news che vengono proposte agli utenti. Quello di non promuovere più pagine a sfondo politico, quindi, sarà solo un passo successivo. 

“Non raccomanderemo più gruppi militanti o politici”

L’iniziativa del colosso dei social media è stata illustrata da Zuckerberg durante la presentazione dei risultati trimestrali dell’azienda: “Abbiamo smesso di raccomandare gruppi militanti o politici negli Stati Uniti con l’avvicinarsi delle elezioni, e ora intendiamo estendere questa regola a tutti”.

Non è una censura, i contenuti continueranno a circolare

Certo, sarà sempre possibile partecipare a discussioni e gruppi politici, per chi lo desidera“, hanno spiegato da Facebook ma la comunità non sarà più esposta a contenuti “non richiesti”. “Le persone non vogliono che la politica e le discussioni abbiano la precedenza sulle altre quando usano i nostri servizi“, ha detto Zuckerberg. 

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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