Digital Trasformation Index: Italia ultima nel rating tecnologico

Nello studio commissionato da eToro riguardo la penetrazione delle tecnologie digitali in diversi Paesi europei, l’Italia risulta il secondo Paese più svantaggiato

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Getty Images | Christopher Furlong

Tecnologia e digitalizzazione dovrebbero ormai essere diventate il nostro pane quotidiano: quasi tutti gli ambiti della nostra vita ormai sono stati “messi online”, dai servizi della Pubblica Amministrazioni agli investimenti bancari. L’Italia, però, non sembra aver reagito bene a questa spinta digitale: il portale di investimento eToro ha commissionato al Cebr (Center for Economics and Business Research) uno studio riguardo la penetrazione delle tecnologie digitali in diversi Paesi eurpei e gli sbocchi futuri. Ne è risultato il “Digital Transformation Index“: ma sui nove Paesi europei in esame (Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna e Regno Unito), l’Italia risulta il secondo Paese più svantaggiato per entrambi i parametri, il “Digital Engagement” e il “Digital Growth”. Solo la Romania si attesta a livelli di penetrazione digitale inferiori all’Italia.

Gli indici: Digital Engagement e Digital Growth

La ricerca di Cebr ha utilizzato due sottoindici per classificare i Paesi: il Digital Engagement mappa la diffusione delle tecnologie digitali, mentre il Digital Growth tiene contro del potenziale di espansione in futuro.

Dai dati raccolti, si evince che l’uso continuato e costante delle tecnologie digitali, come in tutti gli aspetti della vita, porta ad una maggiore capacità e sicurezza. Il nostro Paese però non sembra essere così avanti: facendo l’esempio dell’online banking (la tecnologia con cui gli europei interagiscono più regolarmente, il 77% ne fa uso almeno una volta alla settimana), in Italia solo più di un terzo (36%) degli utenti vi accede almeno ogni tre mesi (in Danimarca e Paesi Bassi siamo al 91%).

Covid-19 ha avuto un forte impatto sulla digitalizzazione

Covid-19, sempre secondo lo studio di eToro, ha avuto un forte impatto sull’accelerazione del digitale: oltre un terzo degli intervistati ha dichiarato di aver iniziato ad utilizzare le tecnologie digitali al di fuori del campo lavorativo proprio in questo periodo. È quindi sensato aspettarsi dei cambiamenti  lungo termine nelle preferenze e nelle abitudini, come già ha rilevato lo studio nel settore finanziario.

Crescerà il mercato degli investimenti digitali

Lo scoppio della pandemia di COVID-19 ha infatti provocato un’ondata di interesse nei mercati finanziari nel 2020, un fenomeno molto forte anche in Italia. Il 20% degli intervistati infatti prevede un maggiore coinvolgimento negli investimenti finanziari al termine dell’ondata pandemica.

Barbara Alemanni, Affiliate Professor alla SDA Bocconi School of Management e ricercatrice esperta di finanza comportamentale e di Fintech ha spiegato: “L’indice di trasformazione digitale presentato da eToro mostra come l’atteggiamento dei consumatori europei verso il digitale stia mutando velocemente, in particolare nell’ambito finanziario. I dati consentono di registrare una forte correlazione tra la familiarità dichiarata e l’uso della tecnologia. L’affordance, parola utilizzata in psicologia e nel design per definire la naturalezza di comprensione di una situazione o di un oggetto, nel Fintech è alta e aiuta a comprendere come le persone si trovino a proprio agio davanti a decisioni complicate come l’investimento o il trading azionarioL’elevata partecipazione al mercato azionario attraverso piattaforme online da parte degli investitori retail cinesi suggerisce la strada che si può delineare anche in Europa e la ricerca condotta da eToro appare confermare questo trend, in particolare in Paesi come l’Italia dove il grado di adozione è più alto”.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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