Coronavirus: ora i più colpiti in Lombardia hanno tra i 20 e i 40 anni

A settembre 1.231 malati contro i 314 tra i 70 e i 79 anni. I tecnici regionali propongono una stretta alla movida, accesso preferenziale ai test rapidi, didattica a distanza alle superiori e smart working

Coronavirus, bollettino oggi 9 ottobre

Getty Images | Donato Fasano

All’inizio dell’emergenza sanitaria i più colpiti da Covid-19 erano gli over 70. Adesso, la situazione sembra essere cambiata. In Lombardia, a settembre, è stato registrato un maggior numero di casi di coronavirus tra i ventenni: 1.231 contro i 314 malati tra i 70 e i 79 anni, o i 188 ottantenni.

Un altro indicatore che validerebbe questa inversione di tendenza è il tasso di contagio. Tra chi ha 20 e 29 anni, sempre nel mese scorso, sono stati registrati 124 positivi ogni 100mila abitanti. Tra i quaranta e cinquanta anni, invece, la metà. Tutto questo è particolarmente evidente a Milano e provincia, dove la maggioranza di chi ha contratto il virus è nella fascia d’età tra i 20 e i 39 anni.

Coronavirus in Lombardia, potenziamento dei controlli e didattica a distanza

Questi sono i dati che hanno portato la Commissione indicatori ad alzare il livello di allerta, formulando proposte atte a contenere l’incremento dei nuovi casi e le possibili ricadute sul sistema sanitario. Tra le proposte: “potenziamento dei controlli nelle aree della movida, nei parchi pubblici e nei luoghi di aggregazione, per le attività extra scolastiche o lavorative”, ma anche “percorsi di accesso preferenziale ai test rapidi in caso di alert da parte della app Immuni”.

Si legge inoltre l’ipotesi di chiusura di pub, bar e ristoranti alle 22 su tutto il territorio regionale, con alcune componenti del gruppo che vorrebbero più rigidità per città come Milano, Varese e Monza, aree “maggiormente interessate dall’incremento della curva dei contagi”.   

Tutte le proposte della Commissione saranno sottoposte al Comitato tecnico scientifico che si riunirà oggi per analizzare la situazione in Lombardia alla luce del nuovo Dpcm.

Al vaglio anche alcune proposte per ridurre il carico sul trasporto pubblico, come l’utilizzo della didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado e lo smart working ovunque sia possibile. Su questi punti sono meno d’accordo i governatori, che durante l’incontro avvenuto con il governo per discutere del decreto avrebbero considerato queste proposte come “ultima possibilità”.

Per il momento, quindi, non è detto che a livello regionale saranno attuate misure più stringenti che a livello nazionale. Proprio ieri, lunedì 12 ottobre, durante l’assemblea degli industriali di Assolombarda, il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha detto: “Contrasteremo ogni ipotesi di nuovo lockdown”, chiedendo inoltre “coperture economiche per tutte le attività che, penalizzate dal nuovo pacchetto di limitazioni, rischierebbero di chiudere per sempre”.

In chiusura, Fontana ha poi chiesto una linea diretta con gli esperti nazionali “nel caso si verifichi la necessità di porre in essere provvedimenti restrittivi da parte delle singole Regioni”.

Parole di Alanews

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