Come sarà la nuova Serie A post Coronavirus

Riparte la serie A e deve fare i conti con problematiche relative a condizioni climatiche, fattori psicologici, calendari stringenti. Ce la si può fare?

logo serie a tim

Foto Getty Images | Pier Marco Tacca

Dopo aver dichiarato più volte di non aver nessuna intenzione positiva per quanto riguarda la ripresa del campionato, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha cambiato di nuovo pensiero, aprendo – finalmente – a una ripresa che adesso si fa sempre più vicina. Ma come cambierà la possibile nuova Serie A, quella che secondo le ultime previsioni, dovrebbe tornare in campo il prossimo 13 giugno?

Le condizioni climatiche

Uno dei fattori più importanti che caratterizzerà la ripresa del campionato sarà senza dubbio il clima: tornando in campo a giugno inoltrato infatti, i calciatori andranno incontro a temperature quasi proibitive per giocare a calcio. Per provare a ovviare a questo problema, potrebbe aumentare il numero delle sostituzioni a disposizione degli allenatori: dai classici tre cambi, si potrebbe passare infatti a cinque. Oltre ai cambi poi, potrebbe essere ripresa l’ipotesi dei time-out, per consentire ai giocatori di reintegrare i sali minerali persi con il sudore.

Il fattore psicologico

Un altro importante fattore da prendere in considerazione è quello psicologico. Se si tornerà a giocare infatti (usare il condizionale è ancora un obbligo), bisognerà tener conto della situazione. Riusciranno i giocatori a riprendere con estrema serenità “da dove avevano lasciato”? O la pandemia legata al Covid-19 avrà la meglio sulla testa dei giocatori? La Lazio, che prima della pandemia marciava con il ritmo di un vero e proprio rullo compressore, riuscirà a riprendere la propria marcia senza intoppi? Tante – forse anche troppe – sono le domande che riguardano il fattore psicologico dei calciatori di Serie A.

I campi da gioco

Un’altra particolarità che potrebbe caratterizzare la “nuova” Serie A, potrebbe essere rappresentata dagli stadi. No, non stiamo parlando del fatto che si dovrà scendere in campo a porte chiuse: quella è un’esperienza che purtroppo, abbiamo già sperimentato; bensì delle “zone”. Una delle prerogative del protocollo che consentirà di ripartire prevederà infatti la divisione degli stadi in tre zone: una per l’area tecnica, che comprenderebbe terreno di gioco, bordocampo, tunnel e spogliatoi; una per spalti, tribune e aree media, e una per le aree esterne. Durante ogni partita potranno essere presenti al massimo trecento persone, equamente distribuite all’’interno delle tre zone.

Il calendario e gli orari

Uno degli aspetti più complicati che ha dominato le varie assemblee della Lega di Serie A è il calendario dell’attuale stagione. Se è vero che tutti i club stanno spingendo all’unanimità verso la ripresa, lo è altrettanto il fatto che andrebbe fatto il prima possibile. Riprendere il 13 giugno o il 23 giugno non è una piccola scaramuccia da poco, non sono solamente dieci giorni in più; una settimana in più o una settimana in meno di partite potrebbero fare la differenza tra il riuscire a finire la stagione e il non riuscire a chiuderla. Tenendo in conto che in ogni caso, si dovrà scendere in campo almeno due volte a settimana, in maniera ininterrotta.

Parole di Redazione

Da non perdere