Cadavere trovato in Ogliastra: è di Alessandro Zaniboni

È stata identificata la salma trovata in Ogliastra, si tratta di Alessandro Zaniboni, l’ingegnere friulano scomparso un anno fa.

Alessandro Zaniboni
Alessandro Zaniboni – Nanopress.it

Il 55enne originario di Grado si era trasferito in Sardegna per motivi di lavoro, fondamentali per identificare il cadavere sono stati i documenti ritrovati nello zaino.

Chi era Alessandro Zaniboni

Ha un nome il cadavere ritrovato due giorni fa da alcuni cacciatori nel Supramonte di Baunei, in Ogliastra, si tratta dell’ingegnere della Saipem, Alessandro Zaniboni.

Il 55enne originario della frazione di Grado, in provincia di Gorizia, aveva fatto perdere le tracce di sé il 23 luglio del 2021.

Sono stati mesi di ricerche che purtroppo non hanno portato al ritrovamento dell’uomo, fin quando due giorni fa i cacciatori hanno segnalato la salma e in effetti sono stati ritrovati anche gli effetti personali dell’ingegnere ma ora si attende l’esame del Dna per la conferma definitiva.

Zaniboni lavorava presso le piattaforme petrolifere Saipem ed era arrivato nella frazione sarda di Girasole, solo 18 giorni prima della scomparsa. Quel giorno in particolare, era uscito di casa dopo aver acceso la lavatrice.

A bordo della sua auto era arrivato nel Supramonte ma poi sembra come sparito nel nulla e le operazioni di ricerche, scattate immediatamente, si conclusero diversi mesi dopo senza risultati.

Il ritrovamento

Arriviamo dunque alla giornata decisiva, quando in maniera del tutto casuale, il gruppo di cacciatori ha scoperto la salma e allertato gli agenti del commissariato di Tortolì. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale, la Guardia di Finanza e il Soccorso Alpino.

Per fugare ogni dubbio e accertare la natura del decesso ora la Procura di Lanusei che coordina le indagini ha disposto una perizia cadaverica.

Alessandro Zaniboni
Alessandro Zaniboni – Nanopress.it

Dopo gli accertamenti, la salma sarà riconsegnata ai genitori per il funerale.

L’ipotesi sempre seguita dagli inquirenti è quella di una caduta accidentale durante un’escursione, anche perché nel giorno della scomparsa non aveva lasciato presagire nulla, a partire dall’attivazione della lavatrice che lasciava pensare a un rientro a breve.

Il giallo ha richiesto in questo tempo un notevole dispiegamento di forze e sono stati utilizzati anche cani molecolari, elicotteri e droni, ma non c’è stata mai nessuna traccia fino all’allarme di ieri.

Ora si attende l’esame del Dna per avere la certezza che in parte risolverà questo giallo che comunque resta avvolto nel mistero per quanto riguarda la dinamica della morte dell’ingegnere.