Tornano i buoni spesa Covid: come fare per ottenerli

Con il decreto Ristori ter il Governo ha riapprovato la misura di sostegno alle famiglie dei buoni spesa Covid. Il Governo ha stanziato 400 milioni di euro e i Comuni definiranno criteri e gli aventi diritto. Ecco come fare per richiederli

supermercato cassiere spesa

Getty Images | Silvia Lore

Tra le misure di sostegno alle famiglie messe in difficoltà dall’ondata pandemica di Covid-19, il decreto Ristori ter varato dal Governo rinnova i buoni spesa, come già durante la primavera scorsa.

Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sarà finanziato grazie ad un fondo di 400 milioni di euro.

Il contributo economico potrà essere speso dagli aventi diritto per l’acquisto di generi alimentari, farmaci e altri beni di prima necessità.

Come verranno erogati i buoni spesa

Una volta approvato, il buono spesa sarà erogato direttamente dai Comuni (sulla base della nota di indirizzo dell’Anci dello scorso marzo, che definiscono i criteri di attribuzione del buono spesa e gli aventi diritto), con un contributo che potrà variare da un minimo di 300 euro a un massimo di 500 euro.

I requisiti per la richiesta sono stabiliti dai singoli Comuni

Per capire se si ha diritto di richiedere i buoni spesa, quindi, bisognerà fare riferimento al Comune di residenza, per conoscere i dettagli specifici e come fare domanda.

Ogni Comune, quindi, sarà obbligato a pubblicare, sul proprio sito web, la procedura di erogazione dei buoni e i destinatari della misura.

Devono anche essere resi disponibili moduli di autocertificazione per segnalare, in sede di richiesta, la numerosità del nucleo familiare e l’eventuale adesione ad altre forme di sostegno, come il reddito di cittadinanza.

Assegnazione prioritaria e condizioni per i buoni spesa

La manovra del Governo prevede che il buono spesa venga assegnato con priorità ai non assegnatari di altro sostegno pubblico: RdC, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale.

Per quello che riguarda le condizioni di richiesta, fermo restando che i Comuni dovranno fornire indicazioni più puntuali, i criteri specificati in Gazzetta sono: residenza presso il Comune, numero di persone all’interno del proprio nucleo familiare, patrimonio immobiliare (casa con mutuo, affitto, senza casa), liquidità sul conto corrente, reddito dei componenti della famiglia e la loro situazione lavorativaISEE familiare e interventi economici pubblici percepiti.

In generale, può essere presentata una sola domanda per nucleo familiare e ogni Comune stabilisce una data di scadenza entro la quale fare richiesta.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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