Zaia contro il dpcm: per il presidente della Regione Veneto va rivisto

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha commentato il nuovo dpcm nel corso di una diretta Facebook. Secondo lui va rivisto in diversi punti

Porta a Porta Ospiti Luca Zaia e Giovanni Toti

Foto LaPresse | Fabio Cimaglia

Nel corso della conferenza stampa organizzata presso la sede della Protezione Civile di Marghera e trasmessa in diretta su Facebook, quest’oggi il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato (e criticato) il nuovo dpcm, in vigore da domani fino al 13 novembre.

Le critiche di Zaia

Il governatore ha sostenuto che le richieste delle Regioni sono state inascoltate per esempio in merito all’organizzazione di feste e cerimonie, e che non siano state dettate delle linee guida precise su eventuali ulteriori restrizioni regionali a discrezione dei singoli presidenti: in quali ambiti è consigliabile applicare norme più dure, si chiede Zaia.

Ha poi aggiunto: “Ma ben più importante è l’aspetto economico di questo dpcm: capisco la volontà di salvaguardare la salute dei cittadini, ma dietro ad ogni provvedimento restrittivo ci deve essere un provvedimento economico di sostegno per quelle attività: i sacrifici devono essere remunerati. E faccio, il solito esempio, del mondo delle discoteche: se è un settore che non può riaprire deve essere sostenuto economicamente. E abbiamo una grande preoccupazione per l’aspetto economico“.

Infatti, per Zaia questo dpcm è in generale esagerato poiché il 97% dei contagiati è asintomatico e nello specifico in Veneto, oggi sono stati registrati 254 nuovi positivi per un totale di 6655, e non ci sono stati decessi dopo i 7 di ieri. Sempre secondo lui, non ci troviamo in un’emergenza sanitaria grave tale da meritare così tante restrizioni che rischiano di mettere in ginocchio l’economia.

Non sono state accolte le osservazioni delle Regioni, zero nel Dpcm non c’è nulla. Per noi sono necessari altri provvedimenti, al momento siamo solo a metà del guado, abbiamo preparato un documento correttivo. Penso sia doveroso che vengano accolte le nostre osservazioni”.

Il Veneto è pronto

“Non c’è un’emergenza ospedaliera, però si comincia a sentire un po’ di pressione. Dobbiamo guardare avanti, a cosa può succedere se la curva cresce. Se le cose peggiorano siamo pronti a riaprire gli ospedali Covid. Stiamo concludendo il piano di sanità pubblica e ospedaliera. Ma il Covid mi ha insegnato che ad ogni giorno basta la sua pena. La situazione cambia continuamente. Ai cittadini dico: usate la mascherina più che potete“, prosegue nel suo lungo intervento il presidente del Veneto, che si è detto soddisfatto dell’approvazione della sua proposta in merito alla non ripetizione dei test che arrivano dall’estero e che hanno una certificazione valida, così da avere fase di testing più veloce.

In Veneto verranno effettuati test più rapidi messi a disposizione gratuitamente anche da più di 3 mila medici di base distribuiti sul territorio per un controllo capillare: la Regione ha capito che prevenire è decisamente meglio che curare.

Didattica a distanza

Zaia, sempre durante la conferenza, ha affermato di aver già da tempo proposto la didattica a distanza per gli studenti degli ultimi anni delle superiori, soprattutto per evitare affollamento dei mezzi pubblici: in Veneto sono oltre 700mila gli studenti che utilizzano il sistema di trasporto pubblico. Si è detto critico per la scelta della ministra Azzolina di non tornare assolutamente a tale sistema per le lezioni: “Vedremo cosa succederà“, ha commentato.

Parole di Alanews

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