Von der Leyen a Bruxelles: "L'Europa c'è, organizzeremo un vertice in Italia sulla sanità"

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha tenuto un discorso a Bruxelles sullo stato dell'Unione

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Ursula Von der Leyen

Foto Getty Images | Thierry Monasse

Nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, a Bruxelles, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha trattato i temi della fragilità e dell’incertezza economica post-coronavirus, e del Recovery Fund.
“Gli europei vogliono uscire da questo mondo del coronavirus, da questa fragilità, fuori da questa incertezza. Sono pronti per un cambiamento e sono pronti ad andare avanti. Questo è il momento per l’Europa per allontanarsi da questa fragilità e andare verso una nuova vitalità, le sue parole.

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Per poter affrontare al meglio la crisi economica e costruire un’unione sanitaria, Von de Leyen, in accordo “col presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20″, intende organizzare “un vertice globale sulla sanità, in Italia, per dimostrare che l’Europa c’è per proteggere i cittadini“.

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Bruxelles, il discorso di Ursula Von der Leyen

Tra i temi trattati nel discorso da Ursula Von der Leyen a Bruxelles ci sono anche il Recovery Fund, il lavoro e la fragilità dell’Unione. La presidente della Commissione Europea ha innanzitutto sottolineato l’importanza di “garantire i salari minimi. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi”.

“La verità – ha poi aggiunto riguardo al tema – è che per troppe persone il lavoro non paga. Il dumping salariale distrugge la dignità del lavoro e penalizza gli imprenditori, distorce la concorrenza del mercato interno, e bisogna porre fine a questa situazione”.
Per tale motivo, ha proseguito Von der Leyen, “la Commissione avanzerà una proposta su una normativa per sostenere gli stati membri e istituire un quadro sui salari minimi. Tutti devono avere accesso ai salari minimi o attraverso contrattazioni collettive e con salari minimi statutari”.

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Passando poi al Recovery Fund, la presidente si è espressa in questi termini: “La missione del Green Deal comporta molto di più che un taglio di emissioni. Si tratta di creare un mondo più forte in cui vivere. Dobbiamo cambiare il modo in cui trattiamo la natura”. Perciò, ha aggiunto, il 37%  di Next Generation EU (Recovery Fund) sarà speso per i nostri obiettivi del Green deal.

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Un’altra quota significativa sarà invece destinata al digitale: “Non c’è mai stato un momento migliore per investire nell’industria tecnologica europea. Il 20% di Next Generation Eu (Recovery Fund) sarà investito sul digitale”, ha detto Von der Leyen, annunciando la creazione di un “cloud europeo” per la conservazione dei dati.

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Immigrazione, diritti Lgbtq e Brexit

Il lungo intervento della presidente della Commissione ha spaziato poi anche sui temi dell’immigrazione, dei diritti Lgbtq e sulla Brexit.

In particolare, sulla questione dei migranti, Von der Leyen ha ribadito che “il principio è salvare vite in mare”“E quei Paesi che rispettano obblighi giuridici e morali devono contare sulla solidarietà dell’Unione”, ma “dobbiamo distinguere coloro che hanno diritto di rimanere da coloro che non ne hanno diritto”, ha poi aggiunto.

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E ancora: “Essere se stessi non è la vostra ideologia, è la vostra identità e nessuno potrà mai rubarvela”, ha detto la presidente sul tema dei diritti Lgbtq. “Le zone LGBTQ-free non trovano spazio nell’Unione”, ha detto in riferimento alle amministrazioni polacche che si sono dichiarare ‘libere’ dall’omosessualità. “Chiederò il mutuo riconoscimento dello status familiare perché se si è genitore in un Paese, si è genitore in ogni Paese dell’Unione europea“.

Infine, il tema Brexit: “Ogni giorno che passa si stanno stanno allontanando le possibilità di un accordo con Londra“. Ci sono voluti 3 anni per mettere a punto l’accordo di recesso – ha ricordato la presidente Von der Leyen –, il risultato garantisce i diritti dei cittadini, l’integrità del mercato unico e gli accordi del Venerdì santo. Non faremo mai un passo indietro”. L’accordo non può essere cambiato, è un a questione di diritto, di fiducia e di buona fede”, ha concluso Von der Leyen.

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