Ungheria, Austria e Slovenia chiudono ai profughi afgani ma l'UE è pronta all'accoglienza

I leader conservatori non sono disposti ad aprire le frontiere e chiedono all'UE di fare altrettanto. Gentiloni risponde: accoglieremo i migranti anche se ci sono paesi membri contrari

Profughi afgani: Ungheria, Austria e Slovenia dicono no

Foto Unsplash | Nicola Fioravanti

L’Afghanistan è nel pieno di una crisi politica e sociale, l’ennesima nella sua storia, e la popolazione sta cercando di lasciare il paese in tutti i modi. I profughi aumentano di giorno in giorno e sono ormai tantissimi i paesi che li stanno accogliendo.

Sono molti però anche quelli che hanno deciso di chiudere le proprie frontiere e non accettare più migranti: se il vicino Pakistan si è già detto al limite, ora arrivano anche alcuni paesi europei a dire no all’accoglienza.

La Slovenia ha già avvisato che non aprirà alcun corridoio umanitario: secondo il premier Janez Jansa, al momento presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, non tocca né al paese né all’UE doversi sobbarcare tutti i problemi del mondo.

Sulla stessa linea l’austriaco Sebastian Kurz, che non vuole ripetere gli errori del 2015: ha sottolineato che chi lascia l’Afghanistan, dovrebbe essere aiutato dai paesi vicini e non dall’Europa. Infatti, ha chiesto all’UE di proteggere le frontiere e contrastare in maniera concreta migrazione illegale e traffico di esseri umani. In Austria a oggi si trovano 44 mila profughi afghani e, ha dichiarato Kurtz, ci sono gravi problemi di integrazione.

Contrario all’accoglienza è ovviamente anche il leader ungherese Viktor Orban, che difenderà strenuamente il proprio paese dai migranti. In un’intervista, ha sottolineato l’importanza di sostenere la Turchia affinché blocchi i profughi afgani, che altrimenti si aprirebbero un barco attraverso i Balcani per raggiungere l’Occidente.

Il commissario Ue Paolo Gentiloni al Meeting di CL ha però risposto a queste dichiarazioni spiegando che l’Unione Europea deve lavorare sull’accoglienza e sulle quote di immigrazione legale di rifugiati afghani e deve farlo anche togliendosi l’alibi della unanimità nelle decisioni. Ha poi aggiunto che “Rispetto l’unanimità, ma so che non ci sarà mai e ci sarà sempre qualcuno contrario a politiche di accoglienza e a quote di immigrati legali. Niente alibi se si vuole dare una mano sui rifugiati e sull’accoglienza. Si può fare anche a maggioranza. Orban ed altri non saranno d’accordo ma fa parte delle nostre regole“.

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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