In Afghanistan la popolazione tenta la fuga, caos all'aeroporto di Kabul

Sono giorni di terrore: il popolo afgano teme vendette e arresti, con conseguenti condanne a morte. La fuga disperata è l'unica soluzione

Afghanistan: popolazione in fuga, caos all'aeroporto di Kabul

Foto Unsplash | Mohammad Rahmani

Da quando i talebani sono tornati al potere in Afghanistan lo scorso 15 agosto,  si è diffuso tra la popolazione un sentimento di paura e terrore, memore del loro dominio passato. In particolare nella capitale Kabul, le persone tentano di raggiungere l’aeroporto per lasciare il paese tramite gli aerei che stanno riportando a casa militari e diplomatici occidentali, oltre che i collaboratori locali che hanno aiutato in questi anni.

Caos, panico, genitori che fanno passare i loro bambini al di là delle mura di recinzione nella speranza che qualcuno possa prenderli sotto la propria protezione e portarli in Europa o negli Stati Uniti: una soluzione drastica ma necessaria per sfuggire alla paura e alla vendetta dei talebani. Infatti, c’è poca fiducia nella loro promessa di rispettare i diritti delle donne e i diritti umani in generale. 

Nelle città di Asadabad e Jalabad ieri ci sono state delle proteste in concomitanza con anniversario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna avvenuta nel 1919: i miliziani hanno sparato dei colpi per disperdere la folla e ci sarebbero stati circa 4 morti, non si sa ancora se è colpiti da proiettili o calpestati dalle persone in fuga.

Afghanistan: bloccato l’accesso all’aeroporto di Kabul

Sono 8.500 i collaboratori afgani che sono già stati portati fuori dal paese e messi in sicuro nei vari paesi occidentali: si cerca di farli partire il più velocemente possibile perché c’è il timore che vengano arrestati e giustiziati dai talebani in quanto amici degli stranieri. Già ora sono iniziati gli arresti e le minacce di morte sia a chi aiutato sia alle loro famiglie: molti di loro si sentono abbandonati e sostanzialmente condannati a morte.

Non sono ancora terminate tutte le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan, anche dell’esercito statunitense, di fatto in ritardo sulla tabella di marcia: i soldati però non escono dall’aeroporto e si limitano a rimanere nella zona coordinando le operazioni. Gli Stati Uniti comunque hanno spedito un jet F-18 per sorvolare e controllare la Capitale per tenere sotto controllo eventuali azioni terroristiche.

Intanto i talebani hanno iniziato a ostacolare l’arrivo all’aeroporto bloccando alcuni passaggi forzati delle strade che lo collegano alla città: chi resta è potenzialmente un profugo e si apre un nuovo scenario di emergenza. Il confinante Pakistan ne sta già ospitando 4 milioni e ha deciso di chiudere le frontiere, mentre l’Uzbekistan in pochi giorni ne ha già accolti 1500. Il G7 dei ministri degli Esteri si è già riunito d’urgenza: la priorità per ora va ai collaboratori locali.

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

Da non perdere