I socialdemocratici vincono le elezioni in Germania, ma non si sa ancora chi governerà

La SPD ha ricevuto più voti di tutti, ma non abbastanza per governare, mentre la CDU-CSU, orfana della Merkel, è ai minimi dal 1949. Ora cominciano le trattative per formare una coalizione di governo: potrebbero durare mesi.

Elezioni Germania Spd

Foto Shutterstock | photocosmos1

Ieri si sono tenute le elezioni in Germania per rinnovare il Bundestag, il parlamento tedesco, ed eleggere quindi un nuovo governo. Il risultato però lascia molte incertezze su chi governerà il Paese.

Secondo i primi risultati preliminari, i Socialdemocratici della SPD hanno ricevuto più voti degli altri, il 25,7%, che però non basteranno a succedere al governo di Angela Merkel.

Il partito di centrodestra, la CDU-CSU, con cui la Merkel ha vinto le scorse elezioni, ha raccolto il 24,1% dei voti: un record negativo, come non si vedeva dalla fine della seconda guerra mondiale.

Ora si apre una fase di incertezza, in cui i partiti tratteranno per formare una coalizione che dovrà essere in grado di governare per i prossimi quattro anni.

I risultati delle elezioni in Germania

Composizione del nuovo Bundestag dopo i primi risultati preliminari delle elezioni in Germania.
Composizione del nuovo Bundestag (Grafico dal sito del Bundestag)

Il Partito Socialdemocratico della SPD si è aggiudicato la maggioranza relativa dei voti, il 25,7%, e 206 seggi al parlamento tedesco. La SPD ha migliorato la performance rispetto alle precedenti elezioni: ha guadagnato 53 seggi e il 5,2% dei voti in più. Il suo leader è Olaf Scholz, ex vicecancelliere e ministro delle finanze nell’ultimo governo Merkel.

Il partito di centrodestra, CDU-CSU, ha ricevuto il 24,1% dei voti e 151 seggi in parlamento, 49 in meno rispetto alle precedenti elezioni. Si tratta del peggior risultato elettorale dalla fine della seconda guerra mondiale. Il candidato è Armin Laschet, presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia, designato per raccogliere l’eredità politica di Angela Merkel, attuale cancelliera. Ma le elezioni non hanno restituito un risultato incoraggiante: la CDU-CSU ha infatti raccolto quasi il 9% dei voti in meno rispetto a quelle del 2017.

Il terzo partito per numero di voti ricevuti è quello dei Verdi (Grüne), con il 14,8% e 118 seggi. La crescita è netta rispetto alle scorse elezioni, quasi il doppio dei voti in più, ma inferiore a quanto previsto dai sondaggi.

Il partito liberale della FDP è all’11,5%, con 92 seggi: insieme ai Verdi potrebbero essere decisivi per la formazione del nuovo governo.

Il partito di estrema destra AFD è sceso al 10,5%, 83 seggi, perdendo terreno rispetto al 12,6% del 2017.

Le ipotesi per la formazione del governo

In virtù dei voti ricevuti nessun partito può governare da solo. Sarà necessario formare una coalizione, che poi al Bundestag eleggerà il prossimo cancelliere.

Le ipotesi principali sono tre e le trattative per arrivare a un accordo potrebbero durare parecchio, anche mesi. Nel 2017 ce ne vollero sei per formare la maggioranza.

Nel frattempo, Angela Merkel rimarrà in carica per il disbrigo degli affari correnti.

La Grosse Koalition

La prima ipotesi è la Grosse Koalition, la Grande Coalizione, che vedrebbe i due partiti con più voti, SPD e CDU-CSU, governare insieme, come successo negli ultimi due mandati. Tuttavia, i rapporti tra le due forze politiche sembrano ormai logori per poter proseguire ancora insieme.

La coalizione “Semaforo”

La seconda ipotesi è quella della coalizione “Semaforo”: sarebbe formata da SPD (rossi), FDP (gialli), e Verdi. Gli ultimi due partiti hanno però differenze notevoli nei programmi elettorali su cui bisognerebbe trovare dei punti di incontro.

La coalizione “Jamaica”

Un’altra ipotesi potrebbe essere quella della coalizione che per i colori rappresentativi dei partiti in gioco ricorda la bandiera della Jamaica, con CDU-CSU (neri) e di nuovo FDP e Verdi.

È evidente che FDP e Verdi saranno l’ago della bilancia nella formazione del nuovo governo in Germania.

Parole di Cesare Treccarichi

Giornalista, collaboro con l'Agenzia di stampa Italpress e con Giornalisti al Microfono, ex Pagella Politica. Mi occupo dei principali temi economici e politici del giorno.

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