Green Pass e vaccini spaccano in due la Lega

Voci sempre più discordanti sui temi del momento e l’addio dell’europarlamentare Donato mostrano fastidi all’interno del partito, con vista sulle amministrative.

Il segretario della Lega Matteo Salvini

Foto Shutterstock | Alessia Pierdomenico

Le discussioni intorno al Green Pass e i vaccini, due temi caldi del dibattito politico durante l’emergenza creata dalla Pandemia, stanno causando tensioni all’interno della Lega, che lasciano intravedere delle spaccature, più o meno profonde.

In seguito a questi malumori, l’eurodeputata Francesca Donato ha lasciato il partito, sostenendo che le decisioni siano ormai dettate da altre personalità leghiste, a cui il segretario Matteo Salvini è costretto a sottostare.

Tutto questo accade in vista delle elezioni amministrative, in cui potranno votare 12 milioni di italiani. Le partite più importanti si giocano in alcune città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste.

Le posizioni su vaccini e Green Pass

La Lega è un partito che fa parte della maggioranza del governo Draghi. Di conseguenza ha appoggiato alcune decisioni dell’esecutivo che hanno toccato temi molto discussi come vaccini e Green Pass.


Alcuni membri della Lega, come Donato, sono sempre stati molto scettici nei confronti dell’utilità dei vaccini, promuovendo teorie antiscientifiche e cure non raccomandate dalla comunità scientifica.

Allo stesso modo, anche lo strumento del Green Pass è stato molto osteggiato dalla stessa fazione. Due giorni fa, alla votazione alla Camera dei deputati del “Decreto Green Pass bis” erano assenti in 52 su 132. Dei 52 assenti, solo 11 erano in missione. Gli 80 presenti hanno tutti votato a favore.

Il partito diviso in due, con in mezzo Salvini

Alcuni esponenti in vista della Lega sono in aperta critica con l’operato del governo Draghi, soprattutto riguardo i temi della Pandemia. Non solo Francesca Donato, ma anche Claudio Borghi, che spesso si è fatto ambasciatore di queste posizioni.

A questa componente “militante”, ne corrisponde una più di “governo” che sta appoggiando le decisioni dell’esecutivo, talvolta in aperta contrapposizione con Matteo Salvini. Ne fanno parte il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e i presidenti di Regione del nord Italia, come Luca Zaia (Veneto) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia-Giulia).

Queste personalità riconoscono vaccini e Green Pass come strumenti per l’uscita dalla Pandemia, utili anche per la ripresa delle attività economiche (soprattutto per quanto riguarda il Green Pass).
Nel mezzo, il leader di partito Matteo Salvini si trova a dover mediare tra queste fazioni.

Francesca Donato ha descritto la situazione all’interno della Lega facendo intendere che la linea prevalente sia quella di Giorgetti e dei presidenti di regione e non quella di Salvini, a detta di Donato in accordo con le posizioni anti-governative, con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni pronta ad accogliere eventuali “dissidenti”.

Per il momento, Salvini preferisce glissare e posta un collage di foto proprio con i presidenti di Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Giorgetti:

La Lega e le amministrative

A breve, le elezioni amministrative coinvolgeranno un elettorato potenziale di 12 milioni di persone. Soprattutto alcune città capoluogo di Regione, come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste, ma anche quattordici capoluoghi di provincia (Benevento, Carbonia, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona e Varese) saranno dei test locali per la politica nazionale.

Secondo gli ultimi sondaggi, la Lega dovrebbe vincere a Trieste e in Calabria, ma è quasi tagliata fuori da Bologna, Napoli e Milano, e si ritrova in duri testa a testa a Roma e Torino.

Parole di Cesare Treccarichi

Giornalista, collaboro con l'Agenzia di stampa Italpress e con Giornalisti al Microfono, ex Pagella Politica. Mi occupo dei principali temi economici e politici del giorno.

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