Senato, le parole di Conte prima del voto di fiducia

Dopo la fiducia alla Camera ottenuta ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è rivolto al Senato. Queste le parole del premier prima del voto

Giuseppe Conte

Foto Getty images | di Antonio Masiello

Dopo aver ottenuto la fiducia dalla Camera nella giornata di ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è rivolto al Senato.

Nel suo discorso prima del voto, il premier ha chiesto “un appoggio limpido, un appoggio trasparente, che si fondi sulla convinta adesione a un progetto politico“.

Renzi: “Una maggioranza raccogliticcia”

Prima del presidente Conte, anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi si è rivolto al Senato. Nel suo discorso Renzi ha espresso il suo “augurio” all’esecutivo di Conte, parlando però di una maggioranza che, se possibile, sarà sicuramente “raccogliticcia”.

Lei può venire in Parlamento e trovare la maggioranza, vediamo se arriverà a 161. Ci sono stati dei momenti in cui questa maggioranza non è stata trovata. Se volete una chiacchiera astratta sui grandi temi, fatela, se volete dare risposte concrete agli italiani fate presto. Volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia? Bene, andate avanti, mi auguro sia maggioranza, raccogliticcia lo è di sicuro“, ha detto il leader di Iv.

La replica di Conte: “Non è vero che l’Italia è prima per caduta del Pil”

Nella sua replica, dopo aver toccato il tema del calo demografico e della ripresa delle scuola (per cui assicura la mobilitazione di 10 miliardi dopo una “stagione di tagli”), Giuseppe Conte ha parlato di Pil e Ristori a sostegno delle imprese colpite dalla crisi di Covid-19.

Molte osservazioni hanno riguardato il nostro calo del Pil e la consistenza dei ristori. Non corrisponde affatto al vero che l’Italia sia prima per caduta più forte del Pil. Nonostante siamo stati colpiti per primi dalla pandemia nei primi tre trimestre del 2020 il calo tendenziale del Pil è stato lo stesso che in Francia, inferiore alla Spagna e al Regno Unito“, ha spiegato il premier.

Anzi, sostiene Conte, il Pil si è ripreso bene nell’ultimo semestre. Merito anche dell’aiuto dei Ristori, che non sono stati “inferiori agli altri Paesi Ue“.

Il rimbalzo del terzo trimestre è stato tra i più alti d’Europa, il 15,9%. Gli ultimi dati ci spingono a confermare per il 2020 un calo del 9%, sensibilmente inferiore a quello previsto in estate e minore di altri Paesi europei“.

Conte: “Teniamo Covid fuori dalla contesa politica”

Un lungo applauso dei deputati presenti in Senato ha fatti seguito alla citazione a Paolo Borsellino fatta Conte. Sul tema della riforma alla giustizia, il premier assicura 1,3 miliardi per accelerare il processo e recuperare gli arretrati provenienti dal Recovery Plan.

Facendo poi riferimento all’intervento di Matteo Renzi, Conte ha parlato dell’epidemia di Coronavirus, chiedendo che venga tenuta fuori dal discorso politico. “Il Covid sta mettendo in ginocchio Paesi anche più strutturati, che hanno investito più di noi nella sanità e dovevano risultare più resilienti. Ma la contabilità dei morti è questione molto delicata. Teniamola fuori dalla contesa politica, perché le polemiche rischiano di essere tristi“, ha detto.

A Italia Viva: “Avete scelto la strada dell’aggressione”

Sempre rivolgendosi a Italia Viva, che nei giorni scorsi è stata al centro del dibattito sulla crisi di Governo, il premier Conte ha speso parole dure. “Quando si sceglie la via del dialogo, e voi lo sapete, non avete mai trovato porte chiuse. A un certo punto avete scelto la strada dell’aggressione e degli attacchi mediatici, avete cominciato a parlare fuori e non dentro. La rispettiamo ma possiamo dire che forse non è la scelta migliore negli interessi del Paese?

Conte difende i suoi ministri e il patto di fine legislatura

Infine, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto difendere l’operato dei suoi ministri, che hanno “attraversato una crisi sconvolgente nella storia repubblicana“, mai vista prima d’ora e per la quale “Non c’è stato il risparmio di un briciolo di energie“.

Concludendo la sua replica, il premier Conte ha chiesto al suo esecutivo un voto di unione: “Questo è un patto di fine legislatura, ci sono tutti i margini per offrire un rendiconto ai cittadini su ciò che stiamo facendo“.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

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