Qatar, diritti umani calpestati: le parole dell’unico qatarino che ha fatto coming out

Il Qatar sta ospitando i Mondiali di calcio 2022 e le polemica in merito alla manifestazione e alla scelta sella FIFA di farli per l’appunto in Qatar non si è di certo placata. Questo perché man mano che giorni passano e le partite procedono vengono evidenziati sempre più carenze socio culturali e diritti umani calpestati che hanno lasciato sgomenta la comunità internazionale.

Al Thani emiro Qatar
Emiro Qatar al Thani – Nani

Ora sono arrivate inaspettatamente le parole dell’unico qatarino che è riuscito a fare coming out. In Qatar i diritti della comunità Lgbtqi+ praticamente non esistono ma anzi l’orientamento sessuale ritenuto scomodo viene perseguito dalla legge. Si tratta di subire torture e abusi ed è per questo che la popolazione preferisce mantenere il massimo riserbo. I mondiali di calcio hanno fallito nel coprire tutto ciò che c’è stato e c’è dietro all’organizzazione stessa della manifestazione sportiva internazionale ma anche dietro al governo stesso del Qatar.

Come si vive in Qatar

Il Qatar è una delle Nazioni che offre meno diritti verso le donne e alle comunità LGBT. Qui  l’Emiro gode di un potere assoluto e governa in piena autonomia. La filosofia seguita dal governo qatarino è di matrice islamica ed è profondamente legata alle tradizioni e alle leggi islamiche che vengono fatte rispettare in maniera impeccabile dal regime autoritario.

Il Qatar non di certo rinomato per i diritti umani che spesso vengono negati o calpestati senza pietà. La donna in Qatar non gode praticamente di alcun diritto ma è anche soggetta ad abusi e non ha possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro o in ambito scolastico. Per quanto riguarda invece la comunità formata da omosessuali e lesbiche  non sono soltanto condannate dal governo la normativa prevede una forte repressione che può arrivare anche alla pena di morte.

Il governo del paese ha più volte specificato che nel momento in cui i mondiali finiranno il Qatar rientrerà a pieno regime reinserendo nel Paese le proprie regole e i propri divieti momentaneamente sospesi per agevolare la riuscita della competizione sportiva.

È emerso che durante i lunghi mesi di preparazione di questi Mondiali 2022 sono stati impiegati lavoratori per la maggior parte stranieri che sono stati sottopagati e sfruttati. Non sono state portate avanti linee che preservassero la salute stessa degli operai ma anzi sono emersi infortuni e addirittura decessi a causa dei ritmi sostenuti.

La polemica è sorta anche quando la Fifa ha chiesto ufficialmente di non indossare la fascia arcobaleno che inneggia ai diritti LGBT. Esplode così in tutto il mondo la polemica che vede il denaro e il guadagno superare il benessere delle persone.

Nasser Mohamed il primo qatarino a fare coming out

Nasser Mohamed è stato il primo qatarino a fare coming out e a dichiarare la sua omosessualità apertamente. L’uomo è stato accolto dagli Stati Uniti da cui ha ottenuto asilo.

Mohamed ha dichiarato:la comunità Lgbtq+ in Qatar è in pericolo. Aiutate le persone che vogliono andare via a trovare asilo. E parlate con i governi dei vostri Paesi”. Oggi ha 35 anni ed è partito undici anni fa per gli Stati Uniti e completare gli studi da medico. Ha scoperto soltanto lasciando il Qatar che poteva avere una vita serena dove poteva essere onesto e dichiarare il suo orientamento sessuale senza rischiare la vita.

Il qatarino ha rivelato: “nel 2015 ho chiesto asilo perché sono gay, e mi è stato ufficialmente riconosciuto nel 2017, per ‘ragioni di orientamento sessuale” e ha continuato: “Quando nel 2015 ho deciso di dire loro che sono gay, loro hanno interrotto ogni rapporto con me, mi hanno tagliato fuori dalla famiglia.
Quindi ora per me è impossibile tornare nel mio Paese. Perché la mia famiglia sa. Perché ora il mio orientamento sessuale è pubblico. E quindi sarei in pericolo”.

L’uomo ha poi proseguito: “Nel mese di maggio ho deciso di rendere pubblico che sono gay perché la comunità Lgbtq+ in Qatar è realmente in pericolo. Se sei gay e vivi in Qatar o vivi nel silenzio o devi andare via. Io non sono l’unico ad essere andato via. Molte persone si sono rifugiate negli Stati Uniti, in Canada, in Germania. Ho deciso di parlare pubblicamente perché fino a pochi mesi fa non esistevano rapporto ufficiali sul trattamento riservato agli omosessuali in Qatar. E anche la campagna di comunicazione della Fifa in vista dei mondiali non dice la verità, non racconta tutta la storia, non dice ciò che subiamo realmente.”

Protesta Mario Ferri in qatar
Qatar, dai diritti sulle donne a quelli lgbt

Nasser Mohamed si è anche scagliato duramente contro l’organizzazione che ha mentito e continua a mentire sulle reali condizioni del Paese donando al mondo un’immagine scintillante che è basata però sul fondamentalismo islamico e reprime ogni possibilità di dialogo e ne volontà di rimodernare e andare verso un equilibrio che apporti all’individuo la capacità di vivere sereno.