Il protocollo del governo per sport, palestre e piscine

Il protocollo, realizzato con le istituzioni più importanti del mondo dello sport, contiene linee guida precise e dettagliate per luoghi e attività sportive

Il protocollo del governo per sport, palestre e piscine

Unsplash | Danielle Cerullo

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, avrebbe voluto chiudere subito palestre e attività sportive, a differenza di Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport, che si è fermamente opposto alla serrata del settore.

Così, per cercare di arrivare al punto della situazione, è stata concessa a tutte le attività una settimana di tempo non solo per mettere tutto in regola, ma anche per valutare l’andamento dei contagi ed elaborare regole più stringenti.

Il documento sullo sport va ad integrare il nuovo Dpcm

Oggi, venerdì 23 ottobre, come aveva già annunciato nei giorni scorsi Spadafora, è stato pubblicato il documento contenente precise linee guida per la pratica sportiva.

Il nuovo protocollo, che va ad integrare il Dpcm del 13 ottobre scorso, cerca di dare informazioni più chiare per “assicurare la prosecuzione delle attività sportive e dell’esercizio fisico alle quali devono attenersi tutti i soggetti che gestiscono, a qualsiasi titolo, siti sportivi, centri di attività motoria, palestre, piscine, o i soggetti che comunque ne abbiano la responsabilità”.

Il testo elaborato con le più importanti istituzioni dello sport

Il testo pubblicato è stato elaborato grazie alla collaborazione con il Coni, il Comitato italiano paralimpico, la Federazione Medico Sportiva Italiana e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative. In esso, oltre alle misure restrittive, si è dato spazio anche alla raccolta dei dati, all’esecuzione dei controlli e alle sanzioni.

Nel protocollo si legge che dovrà essere il datore di lavoro, il gestore del sito sportivo o il rappresentante dell’organizzazione sportiva a gestire i turni in modo da rispettare le norme generali del distanziamento sociale. Nel testo viene suggerito “l’utilizzo di soluzioni tecnologiche che consentano la possibilità di tracciare l’accesso alle strutture, per il tramite di applicativi web, o applicazioni per device mobili, di coloro che partecipano alle attività sportive proposte”.

Sarà poi indispensabile un maggiore controllo degli spogliatoi, dove non potranno essere lasciati, come avviene dalla riapertura dei luoghi dedicati allo sport, indumenti o altri oggetti.

Più controlli e responsabilità dei gestori

Il testo si focalizza sulla responsabilità dei gestori anche per quanto riguarda la formazione del personale, che deve costantemente tenere informati gli utenti di palestre e centri sportivi. Infine, sono descritte nel dettaglio le misure di sanificazione da effettuare.

Per quanto riguarda le piscine, nel protocollo viene specificato che: “il gestore del sito potrà disporre il divieto di accesso alle docce, invitando utenti ed atleti a cambiare soltanto il costume bagnato o l’abbigliamento per l’allenamento, ad asciugare velocemente i capelli e a completare la vestizione nel più breve tempo possibile. Si accerterà inoltre, anche col supporto dello staff del sito, di controllare che gli atleti rispettino il distanziamento imposto dalle norme di prevenzione dal rischio di contagio”.

Le sanzioni di 280 o 500 euro

Per quanto riguarda le sanzioni, il protocollo rimanda al Dpcm, ma specifica che gli atleti o i frequentatori che non si atterranno alle norme saranno punibili con sanzioni di 280 euro o 500 euro in caso di recidiva.

Parole di Alanews

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