Dpcm e sport: cosa si può fare e cosa no

Con l'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, le attività sportive sono state limitate nuovamente. No al calcetto, sì alla corsa al parco

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Foto Pixabay

Con il nuovo dpcm entrato in vigore il 12 ottobre, sono divenute attive anche le norme che regolamentano l’attività e la pratica sportiva. In generale, come aveva anticipato il ministro della Salute, Roberto Speranza, sono stati vietati tutti gli sport di contatto praticati in maniera improvvisata o amatoriale, ovvero laddove non può esserci un controllo sulla salute di ogni individuo che prende parte all’attività sportiva.

Via libera a professionisti e dilettanti

I professionisti e i dilettanti legati alle federazioni, compresi i settori giovanili, non subiranno alcuno stop. Questa decisione implica che la Serie A di calcio, per esempio, potrà proseguire regolarmente, salvo i casi particolari di squadre con un alto tasso di positivi al Covid all’interno della stessa società sportiva.

In generale, dove le attività sono controllate e regolate si potrà proseguire regolarmente nello svolgimento della pratica sportiva, quindi anche società, circoli e palestre rimarranno aperte, dovendo ovviamente rispettare tassativamente le norme igieniche imposte dal nuovo dpcm.

Calcetto e sport di contatto

Tutti gli sport praticati da appassionati in autonomia e che prevedono un contatto saranno dunque vietati. Calcetto, calcio, basket, pallavolo ma anche ballo (praticato con sconosciuti, col proprio congiunto si può), rugby, judo e boxe per un totale di 130 discipline saranno considerate “fuorilegge” fino a quando il dpcm approvato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non sarà più in vigore: ovvero il 13 novembre prossimo, salvo proroghe.

Lo sport in solitaria si può fare

Anche all’aperto, non potrà essere praticato alcuno sport che preveda un contatto fisico tra gli sportivi. Quindi ci si potrà esercitare da soli, ma non insieme ai propri compagni di hobby. Si potranno invece praticare regolarmente tennis e padel, poiché garantiscono una distanza di sicurezza adeguata tra i giocatori.

Al parco, però, si potrà continuare a correre (in solitaria) o allenarsi: i tanti appassionati di jogging, che durante il lockdown erano stati costretti a rinunciare, potranno continuare senza problemi.

Il commento del ministro Spadafora

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha così commentato le novità introdotte con il nuovo dpcm: “Il mondo sportivo è stato tra i più colpiti durante il lockdown e nelle settimane successive: è stato tra gli ultimi settori a riprendere, soprattutto lo sport di base, e ancora i numeri della ripresa non sono minimamente paragonabili a quelli precedenti la pandemia. Abbiamo fatto ogni sforzo possibile, operato a sostegno del settore con misure e risorse mai viste prima, assicurato bonus a una categoria di lavoratori finora invisibile, previsto sostegni a fondo perduto”, le sue parole.

E ancora: “Stiamo per attivare un fondo per alleggerire le spese derivanti dai nuovi obblighi di igienizzazione e sanificazione, al fine di tutelare l’enorme valore economico e sociale dello sport per tutti“, ha concluso il ministro.

Lo sport non è soltanto professionisti, è anche lavoratori, salute e svago: il ministro ha garantito che il settore sarà aiutato e che queste norme sono finalizzate al ritorno al più presto della normalità.

Parole di Alanews

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