Pensioni INPS, nuovo aumento da 225€ al mese: il regalo è per questi pensionati

È davvero previsto un aumento a partire da 225 € sull’assegno dell’Inps di alcune categorie di pensionati italiani? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla misura temporanea della riforma delle pensioni.

Pensioni INPS
Pensioni INPS – Nanopress.it

Sono anni, oramai, che si discute sull’argomento inerenti alle pensioni, e più il tempo passa, più la preoccupazione degli italiani aumenta. Esistono casi di percettori di assegno pensionistico, infatti, che fanno fatica ad arrivare a fine mese, specie da quando gli ultimi rincari hanno iniziato a farsi sentire.

Da quando il governo Meloni si è insediato, si è spesso sentito parlare di riforme, pensioni, aumenti e quant’altro, e l’interesse dei cittadini di capire cosa accadrà alle loro pensioni, da adesso in poi, è sempre più alto.

Nelle ultime ore, a tal proposito, è salito in auge il tema di “Quota 103“,  e della riforma temporanea sulla quale sta lavorando il nuovo governo. Alcune categorie di pensionati, infatti, a breve potrebbero ricevere un sostanziale aumento, a partire da 225 € lordi, per i redditi più bassi, fino a circa 700 € netti per i redditi che ammontano a 50.000 €. Ecco tutti i dettagli.

Pensioni: cosa prevede “Quota 103”?

Il lavoro è un aspetto fondamentale nella vita di ognuno di noi, ma arrivati a una certa età, si inizia ad avvertire la stanchezza degli anni passati, e si attende, con ansia, il momento in cui si ha finalmente diritto alla pensione. Ma c’è anche chi, invece, non vorrebbe smettere di lavorare, nonostante si sia raggiunta l’età giusta per dire addio al proprio posto di lavoro.

Negli ultimi giorni, a proposito di pensioni, si è sentito spesso parlare di riforma previdenziale e “Quota 103”, ma sappiamo che cosa prevede davvero quest’ultima? La riforma temporanea del governo Meloni indica che se una volta raggiunti i requisiti di pensionamento di “Quota 103” si decide ugualmente di restare a lavoro, si potrà beneficiare di un aumento in busta paga.

Quota 103
Lavoro, aumenti e pensioni – Nanopress.it

Il quotidiano La Repubblica, a tal proposito, ha spiegato che nel caso in cui una persona decidesse di restare a lavoro anche dopo aver raggiunto i requisiti necessari previsti per aderire a “Quota 103”, si vedrebbe versare sulla propria busta paga tutti i contributi che il datore di lavoro versa all’Inps: il 23,8% sull’azienda e il 9,19% a carico del lavoratore.

Ciò, tradotto in cifre, vuol dire che coloro i quali posseggono un reddito annuo pari a circa 10.000 €, si vedranno accreditare in busta paga un aumento di 225 € in più lordi. Per chi, invece, ha un reddito che si aggira intorno ai 50.000 €, l’aumento sarà di circa 700 € netti.

La maturazione dei contributi

Per ricevere tali aumenti in busta paga, dunque, il lavoratore può decidere di rinunciare al pensionamento e continuare la propria attività lavorativa, ma ciò non vuol dire che si continuino a maturare contributi per la pensione futura.

Contributi pensioni
Pensioni e “Quota 103” – Nanopress.it

La manovra, infatti, indica che la maturazione dei contributi si arresta nel momento in cui si raggiungono i requisiti necessari per accedere a “Quota 103”, a prescindere dal fatto che il lavoratore decida di usufruirne oppure no.