Ospedali al collasso: infermieri e dottori lanciano l'allarme in una lettera aperta

Dai professionisti del settore sanitario arriva l’ennesima richiesta di aiuto: risorse e strutture potrebbero non reggere ancora a lungo la situazione Covid

I pazienti malati di Covid ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Bologna nell'ottobre 2020

Foto Getty Images | Michele Lapini

La Società Scientifica degli internisti (FADOI), la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), e l’Associazione Nazionale Infermieri Medicina (ANÌMO) hanno firmato una lettera aperta dai toni drammatici: gli ospedali sono vicini al collasso. Questo è dovuto mancanza di personale e di un numero sufficiente di posti letto per poter garantire le cure a tutti i pazienti Covid, mancanze dovute principalmente al diffondersi improvvisamente molto rapido del virus.

È corretto e logico monitorare la crescente saturazione dei posti letto nelle terapie intensive ma in tante regioni i tassi di occupazione dei reparti di Area medica sono ormai superiori al 100%, considerando anche la presenza dei malati non Covid che continuiamo ad assistere“: non solo per chi ha contratto il virus, ma anche per tutti gli altri pazienti accedere agli ospedali è sempre più difficile. La conseguenza potrebbe essere il non riuscire a somministrare cure adeguate a tutti i malati cronici e non Covid, oltre che a venir meno tutta la prevenzione. Questo si traduce in potenziali vittime collaterali del Coronavirus, di cui a oggi non è ancora stato calcolato un numero preciso.

Gli ospedali sono limite: l’opinione pubblica deve sapere

Noi medici e infermieri di Area medica, sia nei nostri reparti sia in altri reparti ultra-specialistici rapidamente riconvertiti in Unità Covid, ci prendiamo cura di oltre il 70% dei malati Covid ricoverati in ospedale, garantendo tutte le cure, compresa l’ossigenoterapia e la ventilazione non invasiva, cercando di strappare il paziente all’intubazione o alla morte“: il racconto crudo e diretto della situazione ha la finalità di far capire all’opinione pubblica che la situazione non può e non deve essere presa sottogamba. La richiesta è quella poi a politica e media di non veicolare messaggi troppo rassicuranti o ottimistici: il virus è ancora forte, si diffonde rapidamente e può colpire chiunque, e gli ospedali non riescono più ad accogliere tutti.

Come società scientifiche dell’Area medica, pensiamo che serva una posizione chiara e univoca di fronte alla circolazione di notizie contraddittorie che rischiano soltanto di alimentare dissensi, confusione e malumore nella popolazione“: il messaggio mandato da medici e infermieri è molto chiaro, ovvero deve essere comunicata la verità in maniera compatta da tutte le fonti di informazione, anche per aiutare la popolazione, messa a dura prova dalla situazione, a comprendere perché è bene rispettare ancora le regole.

La lettera, firmata dai presidenti di FADOI (Dario Manfellotto), SIMI (Antonello Pietrangelo), SIGG (Raffaele Antonelli Incalzi, SIGOT (Alberto Pilotto) e ANÌMO (Animo Gabriella Bordin), si conclude con la richiesta a tutte le società mediche e scientifiche di sottoscrivere l’appello per richiedere maggiore aiuto da parte delle istituzioni per far fronte a un’emergenza che non accenna a concludersi a breve.

Parole di Alanews

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