Obbligo Green Pass entro fine luglio per aerei e treni: rimane il nodo ristoranti

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Foto Pexels | Pixabay

Il modello francese di Macron sul green pass avrà un seguito anche in Italia. Tra proteste e discussioni, il governo è pronto a varare un nuovo decreto per rendere obbligatorio il green pass e regolamentare l’accesso a tutti i luoghi dove possono crearsi assembramenti. Dopo aver analizzato i dati del monitoraggio settimanale, al tavolo di governo saranno poste le linee del provvedimento da discutere nella cabina di regia che sarà convocata martedì prossimo.

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Ma quali sono i luoghi dove sarà indispensabile avere la certificazione? All’interno della maggioranza la discussione è aperta, ma la scelta di introdurre l’obbligo è fatta e sarà operativa entro la fine di luglio, probabilmente già da settimana prossima. A spingere in questa direzione è la preoccupante risalita dei contagi con un tasso di positività tornato all’1,3% a causa della variante Delta. Anche lo stato di emergenza, in scadenza al 31 luglio, verrà senza ogni dubbio prorogato per altri due o tre mesi.

Green pass per stadi e concerti

Nei luoghi dove il rischio di affollamento è alto, il green pass sarà obbligatorio. Questo permetterà di far entrare un maggior numero di persone negli stadi, ai concerti e nelle sale spettacolo, con la possibilità di raggiungere anche il 100% della capienza. Anche per eventi pubblici, convegni e banchetti per cerimonie civili o religiose, ci si dovrà munire di green pass.

Aerei e treni a lunga percorrenza

Il green pass sarà indispensabile anche per viaggiare su treni a lunga percorrenza e in aereo, anche se dotati di sistema di areazione verticale. La stessa misura non è prevista invece per il trasporto pubblico, dove rimarranno le attuali regole e la capienza massima sarà limitata, in modo da garantire un distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri.

Il nodo ristoranti

Al centro del dibattito rimane insoluto il nodo ristoranti al chiuso. Ma, alla luce di una risalita dei contagi, è probabile che si sceglierà di far entrare in vigore la regola proprio per garantire alle attività di continuare a lavorare.

Parole di Linda Pedraglio

Mi chiamo Linda Pedraglio. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino al lago di Como, ma, fra studio e lavoro, ho avuto modo di vivere città diverse: l’Erasmus a Helsinki, gli anni dell’università a Milano, il corso di giornalismo a Firenze. Sogno una piccola casa sul lago, piena di libri, che sono il mio affaccio sul mondo, e un orto di pomodori e peperoncini. Attualmente, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection, dove mi occupo di donne, salute e benessere, con qualche incursione nel percorso di emancipazione femminile.

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