Da Nord a Sud, l'Italia tra coprifuoco e futuri lockdown

Mentre Lombardia, Lazio e Campania mettono in atto il coprifuoco, le altre Regioni stano per attuare a loro volta norme restrittive. E il lockdown non è da esludersi

Duomo di Milano lockdown

Foto Shutterstock | Roberto Binetti

In tre Regioni, Lombardia, Lazio e Campania, è predisposto il coprifuoco dalle 23 alle 5, provvedimento restrittivo messo in atto per contenere la seconda ondata, possibile preambolo di un ennesimo lockdown. Infatti, se fino a qualche giorno fa, un’altra quarantena veniva esclusa con fermezza, ora le cose potrebbero cambiare. Si parla già di zone rosse e lockdown regionali: potrebbe essere che siano messe in atto disposizioni graduali per arrivare a una chiusura totale permettendo ai cittadini di riabituarsi all’idea di una situazione simile a quella di marzo-aprile.

Il Nord: non solo la Lombardia

Il dpcm parla chiaramente: le Regioni hanno il potere di mettere in atto norme più dure rispetto a quelle del Governo e i presidenti hanno iniziato a farlo.

La regione settentrionale con la situazione più grave è di nuovo la Lombardia: solo nella giornata di ieri contava 4.125 nuovi contagi registrati dopo 35.715 tamponi. Per contenere il più possibile il virus, è scattato il coprifuoco dalle 23 alle 5. Non sono mancate le proteste dei gestori dei locali. Inoltre, i centri commerciali saranno chiusi nel week end e per le scuole superiori sarà attuata la didattica a distanza. Marco Trivelli, il direttore generale della Sanità in Lombardia nominato a giugno, ha dichiarato che Milano potrebbe essere addirittura dichiarata zona rossa con conseguente lockdown.

Anche in Piemonte, centri commerciali chiusi nel fine settimana, esclusi gli alimentari e i negozi necessari. A Torino non è stato attuato un vero e proprio coprifuoco, ma dalle 22.30 (orario di chiusura dei ristoranti solo da asporto) alle 5 c’è una limitazione alla movida: solo i residenti posso entrare nei locali e la permanenza deve essere circoscritta alla consumazione. Ad Asti, invece, si va verso il coprifuoco.

In Val d’Aosta inversione di rotta: Saint-Denis, Verrayes e Chambave non sono più zona rossa, dichiarata il 15 ottobre.

In Veneto niente restrizioni, solo un appello a indossare tutti la mascherina. Anche in Emilia Romagna ancora tutto come sempre, solo a Rimini è vietata la vendita notturna di alcolici da parte di minimarket e distributori. La Liguria ha imposto una sorta di coprifuoco notturno dalle 21 alle 6 solo in alcune zone di Genova.

Il Centro: in Lazio coprifuoco, in Sardegna possibile lockdown

Dalle 24 alle 5 non si potrà girare nel Lazio: questa la normativa valida da oggi per un mese, che prevedrà la dad per scuole superiori e università e il transennamento delle zone delle movida della Capitale a partire dalle 21.

In Umbria si attendono provvedimenti dopo che ieri sono stati registrati 407 casi, un record per la piccola Regione. Nelle Marche invece è stata disposta la didattica online al 50% per gli ultimi tre anni di superiori, riduzione della capienza dei mezzi pubblici al 60% e divieto di consumo di cibo e bevande per strada per evitare assembramenti.

La Sardegna si prepara alla decisione più drastica: chiusura di attività, porti e aeroporti per 15 giorni. Ciò vuol dire due settimane di lockdown per la popolazione sarda. La decisione del governatore Solinas, che dovrebbe essere comunicata oggi, potrebbe essere presa da esempio anche dalle altre Regioni.

Il Sud: la Calabria potrebbe seguire l’esempio della Campania

Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, non è stato certo morbido nei confronti dei cittadini irresponsabili, per questo ha deciso di mettere in atto il coprifuoco come in Lombardia e Lazio: da stasera, tutto chiuso e cittadini confinati in casa dalle 23 alle 5, e durante le altre ore del giorno vietato lo spostamento dalla provincia di residenza.

Anche in Calabria stanno per scattare nuove regole visto l’aumento dei contagi: da lunedì, probabile didattica a distanza per medie e superiori e coprifuoco notturno sulla falsariga delle altre Regioni. In Sicilia, per ora, solo a Palermo c’è il divieto di assembramento nelle ore notturne di venerdì, sabato e domenica.

Il Governo continua a dialogare con le Regioni per decidere la linea generale da adottare: non è da escludere che in tutta Italia siano limitate le uscite esclusivamente per studenti e lavoratori. Un assaggio di lockdown per contenere una seconda ondata difficile da controllare.

Parole di Alanews

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