Morte Massimo Bochicchio: i pm indagano per istigazione al suicidio

Irriconoscibile il corpo ritrovato che dovrebbe appartenere a Massimo Bochicchio: i pm indagano per istigazione al suicidio. Sottoposti ad accertamenti il corpo dell’uomo, completamente carbonizzato e la moto con la quale ha avuto l’incidente, schiantandosi contro un muro. 

Massimo Bochicchio
Massimo Bochicchio – Nanopress.it

Saranno sottoposti ad accertamenti sia il corpo carbonizzato di Massimo Bochicchio, sia la moto su cui viaggiava e che si è andata a schiantare contro un muro nelle vicinanze dell’aeroporto di Roma. I pm, però, hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio: l’uomo è stato accusato di aver truffato diversi VIP del mondo dello sport. Irriconoscibile il corpo, completamente carbonizzato durante l’incidente. Da comprendere, da parte degli inquirenti se la moto abbia preso fuoco prima o dopo lo schianto.

Massimo Bochicchio, il malore alla guida della moto

La morte di Massimo Bochicchio, broker accusato di aver truffato vari vip, assume contorni sempre più oscuri. La morte dell’uomo, sopraggiunta – si pensa – a causa di un malore – potrebbe esser sopraggiunta a causa di un atto di istigazione al suicidio.

Dopo l’incidente in moto – che ha stroncato la vita di Bochicchio – inoltre, il fratello non è ancora riuscito ad identificare il corpo del tutto carbonizzato e, pertanto, reso irriconoscibile. Mediante l’esame autoptico e quello del DNA, disposti dalla procura di Roma, si potrà capire sia la causa della morte, sia l’identità della vittima.

Incidente Massimo Bochicchio
Incidente Massimo Bochicchio – Nanopress.it

L’ipotesi di istigazione al suicidio

I pubblici ministeri che si stanno occupando del caso hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Inoltre, saranno effettuati degli accertamenti anche sulla moto di Bochicchio, che si è andata a schiantare contro un muro, nei pressi dell’aeroporto della città. Gli inquirenti, inoltre, dovranno capire se la moto ha preso fuoco prima o dopo l’impatto contro il muro. L’uomo è morto sul colpo.

Tra le persone truffate, possiamo annoverare Marcello Lippi, ex allenatore della nazionale, Antonio Conte, i calciatori El Shaarawy ed Evra, Raffaele Trombetta, ambasciatore in Gran Bretagna e diversi imprenditori di Roma.

Il processo a suo carico doveva tenersi il 20 giugno 2022: l’uomo era imputato per riciclaggio e abusiva attività finanziaria per aver raccolto – senza alcuna autorizzazione – circa 500 milioni di euro. Per anni è stato latitante in diversi paesi asiatici, per poi essere rientrato in Italia, grazie ai servizi di Interpol, nel 2011.

All’uomo furono sequestrati beni per 70 milioni di euro, anche la casa a Cortina: da notare che tutte e 34 persone che lo hanno denunciato non hanno ancora, però, ottenuto alcun rimborso.