Mattarella: "Sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato ad un incontro con alcuni studenti di una scuola primaria di Roma

sergio mattarella

Foto Getty Images | Michele Tantussi

Tra otto mesi il mio mandato di presidente termina. Io sono vecchio tra qualche mese potrò riposarmi”. Queste sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante un incontro con alcuni studenti di una scuola primaria di Roma, in occasione della presentazione de Il mio diario, l’agenda scolastica della Polizia di Stato.

Il Presidente della Repubblica ha inoltre raccontato di essersi preoccupato quando è stato eletto al Quirinale: “Sapevo quando era impegnativo il compito. Ma due cose mi hanno aiutato: ho ottimi collaboratori, ma soprattutto il fatto che in Italia in base alla Costituzione non c’è un solo organo che decide, ma le decisioni sono distribuite tra tanti organi. Il Presidente della Repubblica deve conoscere tutti, seguire tutti per poter intervenire con suggerimenti”.

Mattarella: “Siamo tutti uguali, questo è il fondamento dei diritti, l’uguaglianza dei cittadini”

Mattarella ha poi risposto alle domande dei giovani alunni, spiegando alcuni articoli della Costituzione italiana: “L’articolo 2 parla dei diritti involabili. Subito dopo l’articolo 3 indica il valore dell’uguaglianza e questo è il diritto principale. Siamo tutti uguali di fronte alla legge, qualunque sia il colore della pelle, l’etnia, siamo tutti uguali. C’è una cosa che ci ha ricordato la pandemia, con tutti costretti a indossare le mascherine: siamo tutti uguali, questo è il fondamento dei diritti, l’uguaglianza dei cittadini”.

L’importanza di aiutarsi vicendevolmente

Il Presidente della Repubblica si è poi soffermato sull’importanza di aiutarsi gli uni con gli altri: “Se ci si aiuta vicendevolmente si vive meglio, si sta meglio. Vivere insieme significa che ognuno ha bisogno degli altri e quindi aiutarsi rende migliore la vita di tutti quanti. Probabilmente questa è la cosa più importante. Stiamo attraversando un’esperienza molto grave, quella della pandemia che ci costringe ad aver le mascherine”.

E ha continuato: “Quest’anno abbiamo imparato ancora una volta che dipendiamo gli uni dagli altri. Abbiamo avuto bisogno dei medici, degli infermieri, delle persone che al supermercato continuano a lavorare, e aiutare gli altri significa in definitiva aiutare se stessi”.

Mattarella ha poi rivolto una domanda agli studenti: “Cosa desiderate voi a casa, a scuola? L’armonia, la serenità, andar d’accordo? Ecco questo è quello che va fatto da bambini e da grandi. Aiutarsi vicendevolmente è la cosa più importante che tiene insieme e fa vivere meglio”.

E ha concluso: “Essere qui in questa scuola mi ha fatto pensare e voglio sottolineare una cosa: pensavo a come è importante aver riaperto le scuole, tutte le scuole, ed essere qui per sottolineare la ripresa della vita normale in Italia”.

Parole di Benedetta Minoliti

Benedetta Minoliti, nata a Milano il 24 marzo 1993. Sono laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano e diplomata presso la Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Non esco mai di casa senza le cuffie, ascolterei la musica anche mentre dormo e adoro scattare polaroid. Collaboro con AlaNews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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