Luca Lucci, capo ultrà del Milan condannato a 7 anni di reclusione per traffico di droga

Luca Lucci, capo ultrà del Milan, è stato condannato a 7 anni di reclusione per traffico di droga.
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Droga – Nanopress.it
Dalle indagini era emerso che Luca Lucci era in contatto con narcotrafficanti esteri, in particolare del Brasile e del Marocco, grazie a cui spacciava droga, soprattutto hashish, marijuana e cocaina.

Ma come si è arrivati al suo arresto?

La condanna è stata quantificata in un periodo di 7 anni di reclusione, lo ha deciso il gip di Milano nel processo abbreviato, mentre altri imputati hanno patteggiato.
Le indagini hanno rivelato i rapporti del leader della curva sud milanista, con signori della droga all’estero e a dicembre, un’ordinanza aveva coinvolto altre 7 persone, oltre all’arresto del capo ultrà.
Per quanto riguarda Lucci, ha a suo carico anche una multa di 50 mila euro e si tratta
dell’ennesima volta che ha a che fare con le forze dell’ordine.
L’inchiesta che oggi ha portato all’arresto di Lucci era nata sulla base di quella per tentato omicidio di Enzo Anghinelli, aggredito a colpi di pistola nel 2019 nel centro di Milano.
Lucci è coinvolto anche in altri fatti spiacevoli, relativi alla sua attività di capo dei tifosi milanisti.
Durante un derby del 2009 infatti, ferì gravemente a un occhio il tifoso interista Virgilio Motta causandone la perdita. In seguito, Motta si suicidò.

Come funzionava l’attività illecita di Lucci

Una fedina penale particolare quella di Luca Lucci, che sebbene fosse un punto di riferimento per i tifosi del Milan, è tutt’altro che sportivo ma soprattutto, ha organizzato traffici illeciti come un vero boss senza mai partecipare attivamente.
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Ultrà – Nanopress.it
Il milanese era già stato arrestato negli ultimi anni ed aveva patteggiato, inoltre molte inchieste lo vedevano coinvolto.
Ad oggi, si trovava al vertice di un’organizzazione criminale e impartiva direttive riguardanti il traffico di droga dall’estero, senza utilizzare il suo telefono ma con un’utenza olandese.
Sul cellulare, utilizzava il software Encrochat e tramite il sistema di chat criptate, sotto il nome di ”belvaitalia”, intratteneva rapporti con i narcotrafficanti esteri in Brasile e Marocco.
Gli altri imputati hanno patteggiato rispettivamente per 3 anni e 4 mesi, per 2 anni e 4 mesi. La pena più grave ovviamente è toccata all’ex capo ultrà, difeso dall’avvocato Jacopo Cappetta, il quale dovrà scontare 7 anni di reclusione, a suo carico anche una salatissima multa.
Nel curriculum di Lucci troviamo anche la fotografia con Matteo Salvini, leader del partito della Lega, nel 2018 in onore dei 50 anni della Curva Sud.