La Spagna promuove un vertice tra UE e America Latina nel 2023

I capi di Stato e di governo europei e latinoamericani non si incontrano dal 2015, anche se avrebbero dovuto farlo ogni due anni, e la Spagna si è detta disposta ad organizzare il vertice nel 2023.

Pedro Sánchez
Pedro Sánchez – NanoPress.it

Il Governo vuole sfruttare la presidenza spagnola dell’Ue – che assumerà nella seconda metà del prossimo anno – per rilanciare i rapporti tra Europa e America Latina, che negli ultimi anni hanno languito, lasciando un vuoto che è stato sfruttato di dalla Cina.

Nel 2023 in Spagna un vertice tra l’Unione Europea e la CELAC

La diplomazia spagnola ha già mosso i primi passi per promuovere lo svolgimento in Spagna di un vertice tra l’Unione Europea e la CELAC (Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi), al quale sarebbero invitati 60 capi di Stato e di governo, più di quelli che hanno partecipato al recente riunione della NATO a Madrid.

Se l’iniziativa andrà a buon fine, quell’incontro ai massimi livelli sarebbe il fiore all’occhiello della Presidenza spagnola dell’UE e il primo nel suo genere che si terrà dal 2015, quando i leader europei e latinoamericani si sono incontrati a Bruxelles (Belgio) . Il fatto che siano passati sette anni senza incontrarsi, nonostante avessero pianificato di farlo su base biennale, mostra quanto le due regioni si siano allontanate.

Tra il 1999 e il 2015 si sono tenuti otto vertici di questo tipo (due dei quali a Madrid) e tra loro non sono trascorsi mai più di tre anni. Il motivo di questo distanziamento, secondo le fonti consultate, va ricercato nell’incapacità dell’Europa di attuare gli accordi commerciali che raggiunge.

Dopo 20 anni di trattative, la Commissione europea e il Mercosur (che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno raggiunto un accordo di principio nel giugno 2019 che ha creato un mercato di 800 milioni di consumatori su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Tuttavia, a tre anni di distanza, il patto è ancora bloccato dall’opposizione della Francia (con il sostegno di Austria, Olanda, Irlanda e Belgio) che, con l’argomento della difesa dell’ambiente, si oppone alla rimozione delle barriere tariffarie che tutelano i suoi agricoltori e allevatori. Anche l’aggiornamento degli accordi commerciali con Messico e Cile, sebbene non così complesso, sta procedendo lentamente, mentre l’UE non ha avuto problemi a siglare accordi commerciali con paesi asiatici come Giappone, Vietnam o Singapore negli ultimi anni.

Questo apparente disinteresse dell’UE verso l’America Latina è stato sfruttato dalla Cina che, con un volume di scambi di 450 milardii di dollari nel 2021, ha soppiantato l’Europa come secondo partner commerciale della regione (dopo gli Stati Uniti) e principale finanziatore di infrastrutture, con l’incorporazione di una dozzina di paesi dell’America Latina (tra cui Messico o Brasile) alla Nuova Via della Seta promossa da Pechino. Ha sfruttato la pandemia anche per guadagnare terreno in America Latina, alla quale ha fornito milioni di vaccini.

L’America Latina ha sterzato a sinistra nell’ultimo anno

La diplomazia spagnola fa affidamento sul sostegno della Germania per cercare di fermare la perdita di peso dell’Europa nella regione e persino recuperare parte del terreno perso. Non sarà facile, riconoscono le fonti consultate, con la polarizzazione politica che esiste in tutto il continente. Il veto dell’amministrazione Biden a Cuba, Venezuela e Nicaragua ha motivato l’assenza al recente Summit delle Americhe, a Los Angeles (USA), del presidente messicano Andrés López Obrador, tra gli altri ospiti.

Manuel López Obrador
Manuel López Obrador . NanoPress.it

L’America Latina ha sterzato a sinistra nell’ultimo anno con l’elezione dei presidenti Pedro Castillo (Perù), Gabriel Boric (Cile) e Gustavo Petro (Colombia), e il turnaround potrebbe essere completato se Lula da Silva prevalesse nel brasiliano elezioni di ottobre per l’attuale presidente, Jair Bolsonaro. Un vertice nella seconda metà del 2023 dovrebbe servire all’Europa per costruire ponti con la nuova leadership latinoamericana.

Il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha intervistato in questi mesi diversi suoi colleghi della regione sulla loro disponibilità a partecipare a un vertice di queste caratteristiche e la risposta è stata positiva, secondo le fonti consultate. La grande opportunità di impegnare la propria assistenza sarà offerta dal vertice iberoamericano in programma per il prossimo marzo nella Repubblica Dominicana, al quale parteciperanno Felipe VI e il presidente Pedro Sánchez.

Il piano del governo continua a essere quello di dare impulso all’agenda sociale dell’UE durante il semestre di presidenza, ma l’organizzazione di un vertice UE-America Latina è un obiettivo molto più ambizioso. Le fonti consultate ammettono il rischio di un fiasco se ci sarà un sit-in generale dei leader, ma sostengono che, se la Spagna non ci prova, nessun altro Paese (i prossimi a corrispondere alla presidenza sono Belgio e Ungheria) lo farà Così.

Il successo del vertice della NATO, per il quale la Spagna ha ricevuto congratulazioni unanimi, incoraggia l’Esecutivo a intraprendere lo sforzo per ristabilire le relazioni tra l’America Latina e l’UE. L’alternativa al vertice sarebbe una riunione dei presidenti delle istituzioni europee (Commissione, Consiglio e Alto Rappresentante) e delle organizzazioni regionali (Mercosur, SICA, Alleanza del Pacifico o Comunità andina) come quella tenuta in videoconferenza nel gennaio 2021, ma servirebbe solo per verificare un errore.

La Presidenza dell’UE sarà il grande evento internazionale in Spagna nella seconda metà del 2023, ma quello istituzionale sarà il giuramento della Costituzione della Principessa delle Asturie davanti alle Cortes Generali, in programma il 31 ottobre, giorno che 18 anni. La convocazione alle elezioni condiziona ed è condizionata da entrambi.