Israele e la Jihad islamica palestinese tengono fede al ‘cessate il fuoco’

Regge il cessate il fuoco tra Israele e la Jihad islamica palestinese. Dopo l’operazione Breaking Dawn lanciata dallo stato ebraico, è l’Egitto a mediare il cessate il fuoco.

Bambini nella striscia di Gaza
Bambini nella striscia di Gaza-Nanopress.it

L’accordo siglato verte sull’impegno dello stato mediatore a lavorare affinché venga rilasciato Khalil al-Awawda, un membro della Jihad islamica.

L’intesa di pace tra Israele e la Pij (la JIhad islamica palestinese) dura da più di dodici ore. Nonostante il sistema di difesa israeliano Iron Dome abbia intercettato un missile proveniente da Gaza proprio subito dopo il cessate il fuoco.

Il sistema di difesa Iron Dome anti missile intensificato dallo stato ebraico proprio a seguito della sua azione nei confronti della Pij. Il lancio di missili sulla striscia di Gaza, infatti, oltre ad uccidere  Tayseer al-Jabari un comandante della Jihad, aveva portato anche all’uccisione di una bambina di cinque anni ed altre sette persone.

L’escalation della violenza

Tutto era iniziato con l’arresto di uno dei leader della Jihad islamica in Cisgiordania Bassam al-Saadi. L’escalation di tensione ed il timore di rappresaglie da parte dei palestinesi aveva portato Israele all’operazione Breaking Dawn per colpire per primi.

Nell’accordo per il cessate il fuoco ci sarebbe l’ulteriore impegno da parte delle autorità egiziane per far rilasciare proprio il leader della Pij, anche se al momento non sono chiare neppure le motivazioni dietro all’arresto.

Intanto dopo che la notte è trascorsa tranquilla sia dall’una che dall’altra parte, stamattina Israele riapre i valichi.

Il valico commerciale di Kerem Shalom permetterà, tra l’altro, la ripresa delle attività della centrale elettrica di Gaza. Stamane ci sarà anche la riapertura del valico per i passeggeri di Erez grazie a questo 14 mila manovali palestinesi impegnati in Israele riprenderanno il proprio lavoro.

Israele bombarda la striscia di Gaz
Bombardamenti nella striscia di Gaza-Nanopress.it

Israele, dal canto suo, mantiene alta l’attenzione tenendo ancora in piedi misure prudenziali. Non è permesso, infatti, agli agricoltori raggiungere campi vicino al confine.

Solo ieri, d’altronde, sotto il fuoco dei mortai della Jihad era stato danneggiato proprio il valico di Erez.

Israele: il bilancio di tre giorni di guerra

Israele, invece, nei tre giorni di operazioni militari ha colpito ben 170 obiettivi della Jihad palestinese tra magazzini, tunnel militari e postazioni. La radio militare israeliana dichiara poi che da Gaza sono 1100 i razzi lanciati ma solo 900 entrati in territorio israeliano.

Secondo Israele, infatti, l’operazione è un successo con percentuali di perfezione raggiunte del 95-96%. Le batterie di difesa Iron Dome annientano le minacce da parte dei terroristi, intercettando ed abbattendo tutti i missili lanciati che prendevano di mira anche zone abitate.

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden accoglie favorevolmente il cessate il fuoco dopo essere stato anche lui impegnato in trattative diplomatiche in tal senso.