Ilaria D'Amico su Buffon: 'Credevo fosse un immaturo, invece ha un animo stupendo'

Ilaria D'Amico Buffon

40
Ilaria D'Amico

Se volete conoscere qualche particolare in più della storia tra Ilaria D’Amico e Buffon è la stessa conduttrice a soddisfare ogni vostra curiosità raccontando alcuni dettagli inediti sul suo rapporto con il portiere della Juventus e della Nazionale, che tra qualche giorno sarà impegnato ai campionati europei di calcio in Francia. Europei che vedranno in pista anche la stessa D’Amico, pronta a tornare in TV, dopo i sei mesi di maternità dovuti alla nascita del piccolo Leopoldo Mattia, per presentare su Sky Sport i talk show di approfondimento su Euro 2016.

Ilaria D’Amico ha rivelato innanzitutto che lei e Gigi Buffon si conoscevano da molto tempo ma che la scintilla è scoccata soltanto un paio di anni fa, nel corso di una cena benefica durante la quale hanno avuto per la prima volta l’occasione di parlare e di conoscersi meglio: ‘È stato un colpo di fulmine, prima di quella sera ci eravamo spediti non più di tre sms in 15 anni‘, ha specificato Ilaria in un’intervista a Vanity Fair, ‘In uno di questi lo avevo ringraziato per aver raccontato a Sky la sua verità sul gol-non gol di Muntari in quel famoso Milan-Juventus del 2012, dove aveva confessato che se avesse visto la palla dentro non sarebbe andato a dirglielo all’arbitro. Fu subissato dalle critiche e lo difesi scrivendogli ‘L’ipocrisia dominante mi fa orrore’.

In realtà la D’Amico ha fatto capire che inizialmente per Buffon non provava alcun tipo di interesse, pur riconoscendone l’eccezionale bravura come portiere, soprattutto perché influenzata dal classico stereotipo che vuole ogni calciatore frivolo e superficiale: ‘È vero’, ha ammesso la bella Ilaria, ‘Non avrei mai pensato di innamorarmi di un calciatore, anche perché spesso ci mettono il massimo impegno per confermare gli stereotipi che li riguardano. All’epoca Gigi per me era una commistione indefinita tra il campione di cui conoscevo le gesta e l’immaturo, se non il fascista, che una volta a Parma aveva indossato una maglietta con la scritta ‘Boia chi molla’.

In effetti la nomea di ‘fascista’ Buffon se la porta dietro ancora oggi, ma per Ilaria D’Amico è ingiusto marchiarlo a vita per un errore di gioventù: ‘Con certi eroi nazionalpopolari capita sempre così: la caz**ta che fai da ragazzo nel tempo assume una dimensione che, soprattutto se sei riservato e non ti racconti, tende a farti rimanere sempre uguale nel corso degli anni’.

E invece, come dicevamo prima, Ilaria D’Amico ha avuto l’occasione (e la fortuna, nel suo caso) di conoscere una persona profondamente diversa da quel che appariva: ‘È successo dopo quella a famosa cena alla Onlus: ho scoperto in Gigi la tenerezza, la curiosità, il bellissimo mondo di un uomo leale che ha un animo stupendo e che nella sua vita ha avuto tante gioie, ma ha anche molto sofferto (lo stesso Buffon ha raccontato anni fa di aver sofferto di depressione, ndr). L’innamoramento è stato immediato‘. Tanto immediato che hanno quasi subito messo in cantiere un figlio, nato poi lo scorso 6 gennaio.

Nel corso dell’intervista Ilaria D’Amico ha parlato di altre vicende personali, dal controverso rapporto con la severa madre (che quando seppe di essere incinta di lei avrebbe voluto abortire perché si stava separando da suo marito e il concepimento era avvenuto in un ‘momento di tenerezza’) all’amore per la sua città adottiva Milano, fino al soprannome che le avevano affibbiato le amiche di comitiva, ‘Digos’, per la sua abitudine di voler controllare tutto e tutti.

Parole di Raffaele Dambra

Da non perdere