Il Pride a Milano e Napoli, cortei anche in altre città italiane

Il Pride, famosa manifestazione dove il mondo LGBTQ+ grida a gran voce pari diritti per tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale, scende in piazza colorando le città italiane.

Pride a Napoli
Pride a Napoli – Nanopress.it

Cortei nelle grandi città ma anche in quelle più piccole, per sostenere la parità dei diritti, argomento che purtroppo trova ancora molti ostacoli.

Il Pride

La parate del Pride, nota anche come marcia dell’orgoglio omosessuale, è una manifestazione molto sentita non solo in Italia ma a carattere internazionale, infatti nel mese di giugno viene celebrata in diversi posti nel mondo.

La cadenza annuale è in questo periodo per commemorare i moti di Stonewall di New York, gli scontri fra la polizia e gli omosessuali avvenuti nel 1969 proprio nel mese di giugno.

La manifestazione del Pride è aperta a tutti, indipendentemente dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale, per celebrare l’accettazione per sé stessi e soprattutto quella da parte della società, che ancora oggi purtroppo, in parte, non vede di buon occhio la comunità LGBTQ+.

I protagonisti di questo evento sono lesbiche, gay, transgender, asessuali, persone non binarie, queer, che con la parata rivendicano diritti uguali per tutti, uno fra tanti il matrimonio fra persone dello stesso sesso ma anche legislazioni meno discriminatorie e che includano di più tali persone.

L’Italia sostiene molto il Pride, in particolare il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dal palco della manifestazione ha annunciato ai 300mila manifestanti

“da ieri è stato riattivato il riconoscimento dei figli nati in italia da coppie omogenitoriali”.

I diritti devono essere uguali per tutti altrimenti si tratta di privilegi, questo il pensiero di Gino Strada, condiviso dal sindaco di Milano, un delle città in cui si è svolta la grande parate arcobaleno.

La comunità LGBTQ+ ha accolto con gioia l’annuncio di Sala, a partire ovviamente dalle famiglie arcobaleno che hanno aperto il corteo in bici accompagnati dai loro bambini.

Il chiassoso e allegro corteo ha avuto inizio intorno alle 15 con partenza dalla Stazione Centrale.

Attivisti stranieri e le parole dei sindaci

L’aspetto migliore di questo evento è la partecipazione di tantissimi giovani, che al corteo di Milano sono arrivati da tutta la Lombardia per unirsi alla voce che chiede diritti uguali per tutti. L’intento è quello di disegnare un mondo senza conflitti, questo è lo slogan del Pride, i cui partecipanti chiedono solo la parità dei diritti e quindi di essere accettati a non discriminati per motivi futili come l’orientamento sessuale.

L’onda arcobaleno non ha interessato solo la città del Duomo ma anche Napoli, Bari, Catania, Sassari e molte altre nei prossimi giorni.

Pride a Sassari
Pride a Sassari – Nanopress.it

Nell’immenso corteo milanese sono giunti anche attivisti stranieri, arrivati per lo più dalla Russia e dall’Ucraina e hanno spiegato che a causa della guerra non possono cooperare con gli attivisti russi ma li supportano perché si battono contro Putin.

Arrivata da Kiev, la leader di Inside, Olena Shevchenko sostiene l’importanza di supportare i rifugiati ma anche quella di ricordare che la comunità LGBTQ+ esiste e i temi che la riguardano erano presenti nell’agenda del Paese e ancor prima della guerra si erano raggiunti risultati importanti.

Dalla Russia invece è fuggito Alexande Voconov, presidente di Coming Out, che afferma

“La russia perseguita chi è diverso e anche la mia organizzazione, impegnata per i diritti umani, è stata presa di mira”.

Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, parla del Pride come una manifestazione importantissima, utile per ottenere risultati importanti su temi che, altrimenti, non sarebbero presi in considerazione dei politici.

“La nostra onda arcobaleno è uno stimolo e una rivendicazione ma anche un monito importante per la politica. si deve lottare per i propri diritti di fronte al parlamento, che ancora ha gli occhi chiusi in merito alla comunità lgbtq+”.

Anche il sindaco di Bari Antonio Decaro sostiene il diritto di amare ed essere sé stessi. Ricorda anche la morte della professoressa Cloe a cui è stato dedicato un flashmob sotto lo slogan “Voi esultate, noi moriamo”.