Il Marchese del Goal: da Ibra l'immortale alla pazza Inter

I principali avvenimenti della settimana calcistica visti dal Marchese del Goal, il punto di vista disincantato del romano medio

Zlatan Ibrahimovic

Foto Getty images | di Claudio Villa

Finalmente archiviata la sosta pe le Nazionali è tornato er nostro amato campionato. Sia chiaro: noi alla Nazionale de Mancini je volemo tanto bene, anche perchè vince quasi sempre e nun eravamo abituati, ma la Serie A c’ha tutto n’artro sapore. Allora bando alle ciance e scopriamo insieme tutto er mejo ( ma pure er peggio) della settimana calcistica.

Inarrestabile Ibra

Sta giornata tutti aspettavano er big match della domenica sera tra Napoli e Milan. Doveva esse na partita combattuta, e in effetti lo è pure stata, però tra le due squadre ce sta na differenza fondamentale: una c’ha Ibra e quell’artra invece no. E de sti tempi fa tutta la differenza der mondo. Er gigante svedese non se ferma davanti a gnente e pure stavorta ha fatto na doppietta: così tanto pe gradì. E così er Milan è primo in classifica e Ibra è capocannoniere. Sur più bello però è arrivata la beffa: Ibra ha subito un infortunio muscolare e dovrà saltà qualche partita. Mo se vedrà come se la caverà er Milan senza er suo faro.

Atalanta che fine hai fatto?

Spezia- Atalanta 0-0. Se lo dicevi a quarcuno qualche giorno fa t’avrebbe riso in faccia e preso pe matto. Te pare che l’Atalanta pareggia co lo Spezia? Te pare che non fa manco un goal? E invece è annata proprio così. A squadra de Gasperini pare la cugina brutta de quella che c’aveva abituato a grandi vittorie e goal a grappoli. Tutti se stamo a chiede come sia stata possibile sta trasformazione: c’è chi dice che è na questione de forma fisica, chi dice che ormai gli avversari hanno capito come giocano e chi non sa che pesci prende. L’impressione mia è che se sia persa un po’ de fiducia, un po’ de quer “tanto gliene famo quattro” che l’aveva trascinati. Vedremo se, e quando, er buon Gasp riuscirà a invertì la rotta che i suoi hanno perso ormai da un po’.

Prandelli: c’è tanto da lavorare

La Fiorentina de Commisso era partita co tante aspettative e l’aspirazione de puntà all’Europa: e invece dopo otto giornate sta a lottà pe la Serie B. In pochi se l’aspettavvano, de sicuro non er presidente che infatti già ha cacciato Iachini e ha riportato a Firenze un mostro sacro come er sor Cesare Prandelli. Grande entusiasmo, tifosi in delirio, tutti pronti pe na svolta immediata. E invece la Viola ha perso in casa cor Benevento. Non certo l’inizio migliore se consideramo pure che la prestazione è stata decisamente sottotono (pe non dì inguardabile). Ciliegina sulla torta: s’è pure fatto male Ribery. Buon lavoro Prandè.

Golden Haaland

Fateme fa na piccola digressione dalla Serie A pe parlà de sto ragazzo che sarà er futuro der pallone nei prossimi anni. Sta settimana ha ricevuto er Golden Boy, ovvero er premio per il miglior Under 21 d’Europa. In quarche modo doveva ringrazià e così ha scerto er modo migliore: ha fatto quattro goal in una partita, contro er malcapitato Hertha Berlino, e tutti a casa. Ce sta poco da dì: er premio è più che meritato e de sto ragazzo, che continua a fa più goal che partite, continueremo a sentì parlà pe molto molto tempo. Fenomeno.

Il ritorno della pazza Inter

Quando s’è presentato all’Inter la prima cosa che ha detto Conte è stata: “Mai più pazza Inter”. Le urtime parole famose. Sta squadra la pazzia ce l’ha ner DNA ed è na cosa che probabilmente non cambierà mai. E così po esse che ar sessantesimo stai a perde 2-0 contro er Torino (che de sti tempi non è che sia proprio er Barcellona) e poi la partita finisce 4-2 pe te, soprattutto grazie a un mostruoso Lukaku. Ma questo è er bello der pallone, sennò chi se lo guarderebbe?

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