Il Cda dell’Aifa non ha dato il via libera alla pillola anticoncezionale gratis

Il Cda dell’Aifa non ha dato il via libera per l’erogazione della pillola anticoncezionale gratuita a tutte le donne. Questo a causa di pressioni ricevute dall’Agenzia italiana del farmaco, di tipo politico e non. 

Giorgio Palù
Giorgio Palù – Nanopress.it

Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa, guidato da Giorgio Palù, ha delegato l’analisi della questione alla commissione Cts, ossia quella tecnico scientifica, e alla Cpr, ossia quella che si occupa di prezzi e rimborsi. 

Il Cda dell’Aifa ha deciso di non dare il via libera all’erogazione gratuita della pillola anticoncezionale

Il Cda dell’Aifa non ha dato il via libera all’erogazione gratuita della pillola anticoncezionale.

All’interno di un comunicato dell’Agenzia si legge:

“Il Consiglio di amministrazione di Aifa ha preso atto che le commissioni consultive dell’agenzia non hanno ancora elaborato precise indicazioni sulle fasce di età a cui concedere”.

Dunque il Cda ha ritenuto che non sussistessero gli elementi essenziali per l’approvazione della misura. Da come riportato da la Repubblica, in realtà, le due commissioni avevano dato il via libera all’erogazione gratuita, senza definire le categorie di donne a cui corrisponderla; proprio con l’intento di garantire l’universalità e l’innovazione della misura. 

Pillola anticoncezionale gratuita
Pillola anticoncezionale gratuita- Nanopress.it

A quanto pare l’Aifa ha avuto alcune pressioni di tipo politico e non, riguardo l’approvazione della misura.

Fatto sta, che ora, le due commissioni sono tenute a specificare le categorie di persone a cui potrà essere corrisposta gratuitamente la pillola. Il problema si porrà se la Cts e la Cpr si rifiuteranno di categorizzarle, decidendo al contrario di generalizzare l’erogazione gratuita. 

La questione economica e la posizione dell’Agenzia italiana del farmaco

Altra motivazione fornita dall’Aifa rispetto alla non approvazione dell’erogazione gratuita del farmaco, sembrerebbe di questione economica. A quanto pare, infatti, questa misura costerebbe allo stato circa 140 milioni di euro. E’ per questo che l’Agenzia, all’interno del comunicato, afferma di voler consultare preventivamente i ministeri e le Regioni.

Una richiesta ambigua, dato che questo tipo di procedura non è mai stata utilizzata per altri farmaci che vengono ugualmente rimborsati.

La posizione assunta dall’Agenzia italiana del farmaco, inoltre, è mutata nel giro di qualche mese. In quanto a febbraio, il Cda sembrava totalmente favorevole al rifornimento gratuito della pillola nei confronti di tutte le donne, senza alcuna differenziazione.

“Ritenendo che tali approfondimenti rappresentino elementi propedeutici all’avvio di una negoziazione con le aziende, si invitano le Ss.Vv. a proseguire il proficuo confronto, anche alla luce della riforma che interesserà le due Commissioni e allo scopo di portare avanti il programma di inserimento dei contraccettivi orali nel prontuario del Ssn”.

Si legge all’interno di una lettera dell’Aifa risalente allo scorso febbraio.