Haiti, assassinato in casa il presidente Jovenel Moise

Il Capo di Stato è stato ucciso da uomini armati che hanno fatto irruzione nella sua abitazione durante la notte: gravemente ferita anche la First Lady

Presidente di Haiti

Foto Flickr | Paul Kagame

Il presidente di Haiti, Jovenal Moise, è stato assassinato questa notte nella sua abitazione. La first lady Marie Etienne Joseph è attualmente ricoverata in ospedale. Lo ha reso noto il primo ministro ad interim Claude Joseph. Secondo i media locali, il presidente sarebbe stato aggredito nel cuore della notte da un gruppo di uomini armati non ancora identificati.

Claude Joseph, assassinato il presidente di Haiti

A prendere le redini del Paese è Claude Joseph, presidente uscente, nonché premier ad interim, che ha invitato la popolazione alla calma e ha assicurato che la polizia e l’esercito manterranno l’ordine. Stando alle dichiarazioni del primo ministro, il gruppo di uomini responsabili dell’omicidio di Jovenel Moise sarebbe formato da elementi stranieri. L’assassinio giunge in concomitanza con l’aggravamento della destabilizzazione politica ed economica del Paese e l’aumento delle violenze delle gang.

Una figura controversa

Eletto per la prima volta alle elezioni del 2015, poi annullate per brogli, Moise, 53 anni, è al governo dal febbraio 2017. Dalla sua elezione, il Paese ha attraversato un periodo di tensioni e violenze crescenti, con atti di repressione nei confronti degli oppositori. Nel 2019 ci furono anche diverse proteste, in cui morirono decine di manifestanti. Successivamente, Moise fu accusato di corruzione, insieme ad altri ministri e funzionari, per aver gestito i fondi in modo illecito con un giro d’affari di circa 2 miliardi di dollari.

Il colpo di Stato mancato

In seguito al rifiuto di Moise di abbandonare il potere, l’opposizione haitiana ha nominato il giudice Joseph Mécène Jean Louis come “presidente provvisorio della transizione“. Lo scorso febbraio le forze di sicurezza hanno sventato un tentativo di colpo di Stato e arrestato 23 persone, fra cui un giudice della Corte di Cassazione e un responsabile della polizia nazionale.

Parole di Linda Pedraglio

Mi chiamo Linda Pedraglio. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino al lago di Como, ma, fra studio e lavoro, ho avuto modo di vivere città diverse: l’Erasmus a Helsinki, gli anni dell’università a Milano, il corso di giornalismo a Firenze. Sogno una piccola casa sul lago, piena di libri, che sono il mio affaccio sul mondo, e un orto di pomodori e peperoncini. Attualmente, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection, dove mi occupo di donne, salute e benessere, con qualche incursione nel percorso di emancipazione femminile.

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