Emergenza coronavirus, in aumento i casi di violenza domestica

In Italia i casi di violenza domestica sono aumentati durante il lockdown da Covid-19. Una piaga che, con le misure restrittive, ha visto crescere i dati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

violenza domestica

Foto Shutterstock | di Tiko Aramyan

La violenza domestica nei confronti delle donne, purtroppo, è ancora oggi un problema difficile da risolvere. In particolare l’emergenza coronavirus, e il conseguente lockdown, hanno portato ad un aumento esponenziale dei casi. Le misure restrittive hanno portato le donne a vivere a più stretto contatto con i propri aguzzini. In Italia,infatti,  si è registrato un aumento fino al 75%.

L’effetto del lockdown sulla violenza domestica in Italia

L’Italia è purtroppo da tempo un paese particolarmente afflitto dalla piaga della violenza domestica, che spesso sfocia in casi di femminicidio. All’inizio della quarantena si è registrata una diminuzione delle richieste di aiuto da parte delle donne vittime di violenza domestica attraverso i canali ufficiali. Tuttavia tale diminuzione è stata accompagnata da un aumento della gravità dei crimini denunciati. Ciò testimonia come le vittime di violenza domestica, già in difficoltà a chiedere aiuto in condizioni “normali”, non riuscissero a denunciare i soprusi finché questi non arrivavano a livelli di violenza particolarmente elevati. Nelle prime settimane di marzo si è inoltre registrato un alto numero di casi di femminicidio. Fortunatamente le campagne di sensibilizzazione del Governo e di altre associazioni hanno fatto sì che le donne trovassero la forza e i mezzi necessari per denunciare gli abusi subiti con maggiore sicurezza. Oltre al numero verde 1522 è stata attivata anche la possibilità di chiedere aiuto tramite il sito ufficiale del 1522 e l’applicazione YouPol della Polizia di Stato. Inoltre è stata portata avanti una campagna di sensibilizzazione tramite affissione e distribuzione di materiale informativo presso le farmacie in accordo con la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Federfarma e Assofarm. Tutto questo ha portato alla luce la reale gravità della situazione delle donne italiane. I casi denunciati sono infatti aumentati esponenzialmente se confrontati con quelli dello stesso periodo dello scorso anno e con i mesi precedenti l’inizio della pandemia.

I dati ufficiali sulla violenza domestica durante il coronavirus

Mentre i mesi di gennaio e febbraio 2020 hanno registrato una diminuzione delle richieste di aiuto al 1522 da parte delle donne vittime di violenza domestica sia rispetto agli stessi mesi del 2019 (circa del 25% tra gennaio 2019 e gennaio 2020) che rispetto alla media mensile delle chiamate del 2019 (587 telefonate), durante la quarantana da Covid-19 si è invece riscontrato un aumento delle segnalazioni al numero dedicato. Già nel mese di marzo si è riscontrato un aumento dei casi che sono passati dai 670 del marzo 2019 ai 716 di quest’anno. Ancora più significativo è stato l’aumento di segnalazioni riscontrato nei primi 18 giorni di aprile: i casi denunciati arrivano a 1037 rispetto ai “soli” 397 casi riscontrati nello stesso periodo del 2019. Inoltre è risultata importante la campagna di comunicazione attuata per diffondere la conoscenza dell’app “1522”. Infatti le segnalazione via chat sono aumentate drasticamente rispetto ai mesi antecedenti il lockdown. Si è passati da 37 segnalazioni a gennaio 2020 e 50 a febbraio 2020 a ben 143 denunce a marzo 2020 fino a 253 nei primi 18 giorni di aprile 2020. Numeri inquietanti che pongono ancora una volta l’accento sul problema della violenza domestica, incrementato dall’epidemia di coronavirus.

Parole di Valerio Malfatto

Valerio Malfatto, nato a Roma il 6 settembre 1995 e diplomato al Liceo Classico statale Luciano Manara. Laureato in Ingegneria Chimica all’Università La Sapienza di Roma e attualmente studente di Ingegneria dei Materiali presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue più grandi passioni sono lo sport, in particolare il calcio, e l’ecologia.

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