Nuovo Dpcm, no a chiusure e lockdown. Dl sicurezza: modifica i "decreti Salvini"

Governo: per una nuova stretta bisogna “attendere l’evoluzione della pandemia”. Intanto il Consiglio dei ministri approva il decreto sicurezza sull’immigrazione: via i “decreti Salvini”

coprifuoco

Getty Images | Antonio Masiello

Almeno per il momento, il nuovo Dpcm del Governo guidato da Giuseppe Conte accoglie le richieste di governatori e imprenditori che temevano nuove chiusure. Non si va oltre l’obbligo di mascherine. Dalla bozza del documento emergere uno scenario d’attesa: se l’epidemia dovesse evolvere, tornando ai numeri di marzo-aprile, si procederà alla chiusura selettiva delle attività e strette al distanziamento sociale. Il Consiglio dei ministri ha intanto approvato il nuovo decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione (decreto sicurezza) che riscrive i decreti di Salvini.

Misure proporzionate all’andamento del contagio

“Non c’è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco“, hanno chiarito dalla Presidenza del Consiglio.

Dopo aver vagliato l’opzione più seria delle chiusure anticipate, Conte ha scelto di adottare misure proporzionate all’andamento della situazione epidemiologica e di varare un documento il più condiviso possibile, seppur con qualche eccezione.

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, per esempio, tra i primi a imporre l’obbligo di mascherine all’aperto, oggi ha annunciato, con decorrenza immediata e fino al 20 ottobre, la chiusura di bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi simili dalle 23 alle 6 del giorno successivo.

Torna la task force di Arcuri e Borrelli

Di fronte al nuovo balzo delle terapie intensive (+20) e dei ricoveri (+200), la task force guidata dal commissario straordinario, Domenico Arcuri, tornerà a riunirsi con cadenza periodica. Per il momento il comitato operativo della Protezione civile, che coinvolge anche il capo dipartimento Angelo Borrelli e i rappresentanti delle Regioni, si è riunito solo per fare un punto, ma un nuovo appuntamento è stato messo a calendario per il prossimo venerdì 9 ottobre.

Gli esperti comunque hanno già dato le prime indicazioni: contingentamento agli eventi pubblici. Matrimoni, feste, battesimi dovranno mantenere un tetto massimo di partecipanti per allontanare un aumento significativo del contagio.

Appuntamento alle 12.30

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nella tarda serata di ieri ha annunciato l’appuntamento alle 12.30 di oggi, martedì 6 ottobre, con il ministro della Salute Roberto Speranza, che annuncerà le nuove misure di contenimento del virus. Dopo il confronto con le Camere, nella stessa giornata odierna, gli enti locali saranno informati dal Governo sulle mosse per i prossimi 30 giorni.

Il nuovo decreto sicurezza e immigrazione

Ad annunciare il decreto legge approvato anch’esso nella tarda serata di ieri è stato il segretario Pd, Nicola Zingaretti: “Approvato ora in Consiglio dei Ministri il decreto immigrazione. I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un’Italia più umana e sicura. Un’Europa più protagonista“.

Il dl mette infatti mano ai decreti varati dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Cdm ha modificato gli articoli 131-bis e 588 del codice penale, ripristinando la protezione umanitaria e il sistema di accoglienza diffusa.

L’iter per ottenere la cittadinanza è stato semplificato e vengono riaffermati i principi scritti nel Codice di navigazione, attraverso la modifica ai limiti all’ingresso e transito di unità navali in acque territoriali italiane e l’inapplicabilità della causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto” ad alcune fattispecie di reato.

Daspo urbano, stupefacenti e risse

La modifica al decreto introduce norme che rafforzano i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica: si rafforza il cosiddetto “daspo urbano”, rendendo possibile l’applicazione del divieto di accesso nei locali a soggetti con pendenze relative alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti. Per i soggetti coinvolti in risse si inaspriscono le pene, che arrivano a prevedere la reclusione da sei mesi a sei anni.

Parole di Alanews

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