David Raggi, risarcimento negato alla famiglia del ragazzo ucciso a Terni

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Foto Facebook

David Raggi è morto a Terni nel marzo 2015, un ubriaco lo ha ucciso colpendolo alla gola con un bicchiere di vetro. David era in piazza dell’Olmo in compagnia degli amici, una morte assurda e difficile da accettare per i famigliari che ora vengono nuovamente colpiti, ma dallo Stato. David infatti è stato considerato troppo benestante, così alla famiglia è stato negato l’indennizzo previsto dal fondo di garanzia per le vittime dei crimini intenzionali violenti commessi da chi non ha le risorse per risarcire la vittima. Il giovane ternano aveva iniziato a lavorare da un anno e aveva uno stipendio annuo di 13.500 euro, lo Stato lo ha considerato troppo elevato.

“Una limitazione gravissima e incostituzionale”, ha dichiarato l’avvocato della famiglia Raggi Massimo Proietti. A uccidere David è stato Aamine Aassoul che nel 2015 non avrebbe dovuto trovarsi in Italia perché privo del permesso di soggiorno e accusato di una serie di reati tra cui rapina a mano armata. Aassoul è stato condannato in primo grado a 30 anni di carcere e la famiglia di David ha fatto causa al ministero dell’Interno e della Giustizia perché, come spiega l’avvocato Proietti, “la tragedia poteva essere evitata”. “Amine Aassoul non doveva essere in Italia e comunque non doveva essere libero perché, già prima dell’omicidio di David, aveva un pesante cumulo di pene da scontare”, ha dichiarato il legale della famiglia Raggi.

Parole di Chiara Podano

Chiara Podano è stata collaboratrice di Nanopress dal 2016 al 2019, occupandosi principalmente di spettacoli, televisione, gossip, celebrities.

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