Covid, lo studio: se pochi rispettano le regole, le misure sono inefficaci

Uno studio dell'Università di Siena ha rivelato che per vedere l'efficacia delle misure introdotte per contrastare il Covid occorre rispettare le regole

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Mascherina Covid

Foto Getty Images | Nico De Pasquale

L’efficacia delle misure introdotte dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus dipende dal comportamento delle persone. Uno studio condotto dall’Università di Siena – e pubblicato su Plos One -, infatti, mette in luce una correlazione tra le regole e il tessuto sociale. Se poche persone rispettano le norme di contrasto al Covid-19, le misure per contrastarlo potrebbero perdere la loro efficacia.

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Covid, lo studio dell’Università di Siena

Utilizzando i big data e i modelli matematici, un gruppo di ricercatori dell’Università di Siena, coordinato da Paolo Pin, docente del dipartimento di Economia politica e statistica dell’Ateneo, ha realizzato uno studio sul Covid (“Covid19: unless one gets everyone to act, policies may be ineffective or even backfire”). In particolare, è stata descritta una correlazione tra l’influenza del tessuto sociale e le norme di contenimento del coronavirus. Maggiori sono le persone che rispettano le regole, maggiore sarà l’efficacia delle misure introdotte per il contrasto dell’infezione.

“La diffusione del Covid-19 – hanno spiegato gli autori della pubblicazione, Alessio Muscillo, Paolo Pin, Tiziano Razzoliniha reso necessarie da parte di governi e autorità sanitarie pubbliche lo studio di interventi che possano limitare le nuove infezioni e contenere il numero di casi critici e di decessi. La maggior parte di queste misure si basa sul rispetto di poche semplici regole, che riducono al minimo i contatti sociali tra le persone”. Risulta importante, in questa sede, che la maggior parte della popolazione si attenga alle norme prescritte dagli esperti.

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Lo studio

La ricerca degli esperti dell’Università di Siena è stata pubblicata l’11 settembre su Plos One.

“Il nostro studio – hanno spiegato gli autori – ha mostrato che l’adesione degli individui alle prescrizioni e in particolare la riduzione dell’attività sociale potrebbe non essere efficace se non attuata in modo omogeneo da tutti i gruppi sociali, specialmente da quelli caratterizzati da intensi contatti”. In altre parole, se coloro che hanno molti contatti li riducono proporzionalmente di meno rispetto a quelli che ne hanno pochi, l’effetto della politica di contenimento potrebbe addirittura ritorcersi contro: la malattia richiederebbe più tempo per estinguersi, fino al punto di diventare endemica”.

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Dunque, proseguono i ricercatori, “a meno che si riesca a indurre tutti ad agire in modo conforme, in particolare le persone con più contatti, le misure messe in atto possono persino essere controproducenti”.

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